|
Solo nell'isolamento delle remote province dell'Impero, dove i casolari sembrano naufragare nello sterminato concerto della natura, ci si può ancora mettere d'accordo. Lì l'autorità del controllo centrale non arriva, e fra gente semplice e comunque distante al punto che l'incontro viene vissuto con l'entusiasmo di un avvenimento, il contratto si può instaurare senza acrimonia seguendo la consuetudine di antichi rituali ricchi di rispetto e di grazia e quindi di poesia: la Cúmba volerà dal casolare del padre a quello dello sposo quasi di nascosto, senza lasciare segni di torti o di risentimenti.
 cùmba (la colomba), cantata interamente in genovese con Ivano Fossati, è il dialogo tra il pretendente di una ragazza e il padre di questa, restio a cedere la mano della figlia. Il govane assicura: "la terrò a dondolarsi sotto la pergola del melograno / con la cura che ha della seta la mano leggera del bambagiaio". La spunta il ragazzo, ma il coro maschile, sul finire, prefigura il destino della giovane sposa, costretta a strofinare per terra col marito a zonzo.
|