Anime salve
(In "Rimini", Ricordi, 1978)

Il tardo mattino, di Pierre Bonnard


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Il titolo dell'album si rifà all'etimo delle due parole, "anima" e "salvo", e vuole mantenerne il significato originario di "spirito solitario". Nel verso "mi sono visto di spalle che partivo" della canzone omonima già si accenna al rifiuto della identità anagrafica, cioè del personaggio costruito da una autorità che vuole imporre a ciascuno di stare al mondo o al proprio posto; la solitudine, che in questo caso consiste in una scelta autonoma, consente di non stare nel mucchio: la sola condizione idonea a non essere contaminati da passioni di parte è uno stato di tranquillità dell'animo che permette di abbandonarsi all'assoluto, alle sue immagini e alle sue voci, interiori ed esterne, senza marchi posticci.
[In Doriano Fasoli, Fabrizio De André. Passaggi di tempo, p. 74]


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Cantato a due voci da Fabrizio e da Ivano Fossati, è una riflessione sul tempo che scorre e, insieme, un elogio alla solitudine.
La solitudine permette di osservare se stessi ed il proprio tempo, passato ma anche futuro, il tempo interno ("ore infinite come costellazioni e onde / spietate come gli occhi della memoria"), irregolare come la metrica di strofe e versi - la sovrapposizione di due voci sui passaggi di tempo lo conferma -, ma anche il tempo esterno ("paesi di domani / che sono visioni di anime contadine / in volo per il mondo").
[Matteo Borsani - Luca Maciacchini, Anima salva, p. 160]


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