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1853
L'8 febbraio si celebra il matrimonio tra Frédéric Rimbaud e Marie
Caterine Felicité Vitalie Cuif, futuri genitori del poeta. Lui è un
capitano di fanteria, originario di Dôle (Giura), con la passione per
la scrittura [fra l'altro tradusse in francese il Corano] e
di carattere gioviale, aperto e tollerante. Lei,
appartenente a una famiglia ardennese di proprietari terrieri [il padre ha
una fattoria a Roche], è invece una donna autoritaria e severa, bigotta
e puritana, con un morboso culto del dovere ed un pudore esagerato nel
rivelare i sentimenti più gentili dell'animo. Il loro matrimonio si
rivelerà presto un fallimento, anche se nel novembre dello stesso anno
nasce il primogenito, Jean-Nicolas-Frédéric, la "pecora nera della
famiglia", che finirà vetturino ad Attigny.
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Jean-Nicolas-Arthur Rimbaud nasce il 20 ottobre a Charleville, presso
la frontiera belga, in una casa di rue Napoléon [oggi rue Thiers].
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1855-1856
Dal 14 marzo 1855 al 28 maggio 1856 il capitano Rimbaud partecipa alla
campagna di Crimea.
1857
Il 4 giugno nasce una figlia che vive appena tre mesi.
1858
Il 15 giugno nasce Vitalie Rimbaud.
Nello stesso anno muore il vecchio Cuif, che in qualche modo era
riuscito a mantenere la pace tra la figlia e il marito, la cui vita
si fa ora insopportabile.
1959
Verso ottobre M.me Rimbaud è di nuovo incinta. L'appartamento di Rue
Napoleon è ormai troppo stretto e così, a fine dicembre, la
famiglia si trasferisce in rue Bourbon 73, nel quartiere
operaio della città: sarà questo lo scenario dei
Les poètes de sept ans.
1860
Il 1° giugno nasce Isabelle.
Il capitano Frédéric Rimbaud tenta di stabilirsi a casa, ma il progetto
si rivela da subito un fallimento e in agosto abbandona per sempre la
famiglia, senza più dare notizie di sé [Nel 1864 si ritirerà
dall'esercito per vivere tranquillamente a Digione, dove morirà nel 1878].
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1861
Arthur e il fratello frequentano da esterni
l'Istituto Rossat, in rue de l'Arquebuse 11.
Una foto di classe ci mostra un Arthur imbronciato in prima fila, a
sinistra di Frédéric.
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1862
Forse grazie ai risparmi, forse perché la fattoria di Roche rende di
più, M.me Rimbaud riesce a trasferirsi in Cours d'Orléans 13, in uno
dei quartieri migliori della città.
1864-1865
Arthur e Frédéric entrano nel collegio di Charleville, ospitato nel convento
delle Dames du Saint-Sépulcre, nella piazza omonima [attuale place de
l'Agriculture].
Ben presto Arthur diventa il primo della classe, mentre Frédéric, rimasto
un anno indietro, colleziona pessimi voti.
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1866
I due fratelli, insieme, prendono la prima comunione.
Durante l'anno la famiglia Rimbaud si trasferisce in rue Forest 20.
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1868
Scrive sessanta esametri latini per celebrare la prima comunione (8 maggio) del
principe imperiale, ottenendo un encomio pubblico del preside.
Eppure al giovane Arthur non piace studiare, soprattutto il greco e
il latino. In una prosa di qualche anno prima si legge:
A che scopo, mi dicevo, imparare il greco e il latino? Non lo so. Non
ne abbiamo mica bisogno! Che m'importa, a me, d'esser promosso... a che
serve esser promosso: a niente, nevvero? Seppure dicono che ottieni un
posto solo da promosso, io, di posti non ne voglio, vivrò di rendita.
Quand'anche ne volessi uno, perché imparare il latino? Nessuno parla
questa lingua. Qualche volta ne vedo un po' sui giornali, ma grazie a
Dio, non farò il giornalista.
A che scopo imparare storia e geografia? Abbiamo bisogno, è vero, di
sapere che Parigi è in Francia, ma non ti domandano mica a quale grado
di latitudine. Nella storia, imparare la vita di Chinaldone, di
Nabopolassarre, di Dario, Ciro e d'Alessandro e degli altri notevoli
compari loro tramite i loro diabolici nomi, non è un supplizio?
Che m'importa, a me, che Alessandro sia stato celebre? Che m'importa...
Che ne sappiamo se i latini sono mai esistiti? Può darsi che sia una
lingua inventata; e anche se fossero esistiti, che mi lascino vivere
di rendita e si tengano pure la loro lingua! Che male ho loro fatto
perché mi sbattano al supplizio [...].
Questa avversione non impedisce comunque ad Arthur di eccellere negli
studi, tanto che alla fine dell'anno ottiene quasi tutti i premi
scolastici [versi latini, versione latina, versione greca].
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1869
A giugno la famiglia Rimbaud si trasferisce in quai de la Madeleine 5.
Alla fine dell'anno scrive
Les étrennes des orphelins,
che verrà stampata il 2 gennaio 1870 dalla "Revue pour tous".
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1870
Stringe amicizia con Georges Izambard, suo professore di
letteratura francese, il quale gli fa leggere Villon, Rabelais,
Baudelaire, Verlaine, sulle cui opere il geniale allievo si getta
avidamente.
A maggio invia tre suoi componimenti al poeta Théodore de
Banville, con la speranza di vederli pubblicati nel Parnasse
contemporain, ma non riceve risposta.
Il 18 luglio scoppia la guerra franco-prussiana.
Il 24 luglio Izambard lascia Charleville e torna a Douai.
Il 29 agosto Arthur prende il treno per Parigi, ma al suo arrivo viene
arrestato perché ha pagato solo una parte del percorso. Scrive allora
ad Izambard, il quale lo fa scarcerare e lo porta con sé a Douai, in
casa delle signorine Gindre, che lo avevano adottato. Qui trascorre
giornate felici: legge, discute col giovane maestro,
passeggia, trascrive le sue poesie; ma ben presto riceve una lettera
in cui la madre, infuriata, esige il suo immediato ritorno.
A settembre la guerra contro la Prussia si conclude con la disfatta.
Napoleone III è fatto prigioniero a Sedan (2 settembre), e due giorni
dopo a Parigi viene proclamata la repubblica, con un governo
provvisorio capeggiato da Thiers.
Il 7 ottobre Arthur tenta la seconda fuga, stavolta a piedi, verso
Charleroi e poi ancora a Douai, dove chiede ospitalità a Izambard. Questa volta,
Vitalie Rimbaud incarica addirittura la polizia di riportarlo a casa.
Arthur e il giovane professore non si rivedranno mai più.
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1871
Il 1° gennaio i prussiani occupano Charleville.
Il 25 febbraio Rimbaud vende il suo orologio d'argento e corre a Parigi,
dove rimane per una quindicina di giorni, per poi far ritorno, a
piedi, a Charleville.
Il 18 marzo la Comune prende il potere a Parigi.
Tra la fine di aprile e gli inizi di maggio Arthur è forse a Parigi,
ma su tale soggiorno non vi sono certezze. Il 13 maggio è comunque a Charleville.
Il 15 maggio scrive la famosa lettera detta "del Veggente", diretta a
Paul Demeny, considerata un vero e proprio manifesto della poesia
moderna.
Tra il 21 e il 28 maggio la Comune è schiacciata dalle truppe di
Versailles ("settimana di sangue").
Ad agosto, tramite Charles Bretagne, impiegato all'ufficio delle imposte
di Charleville, Arthur entra in contatto epistolare con Paul
Verlaine, il quale, dopo aver ricevuto e apprezzato alcune sue
composizioni, lo invita a Parigi.
In settembre viene ospitato nella casa dei suoceri di Verlaine, dove
questi abita assieme alla giovanissima sposa. I due poeti iniziano
una vita di sregolatezze, ricorrendo all'uso di alcol e droghe.
Allontanato per il suo comportamento anticonformista, Arthur viene
alloggiato da vari amici letterati, tra i quali Charles Cros e
Théodore de Banville. E intanto i rapporti fra Verlaine e la moglie
(nonostante la nascita del figlio, Georges, avvenuta il 30 ottobre)
si vanno deteriorando.
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