Bellissima e, insieme, di difficile interpretazione, è una metafora della vita come navigazione e della navigazione come vita [...].
I protagonisti sono i marinai, quelli che vivono tra un porto e l'altro e che non conoscono le "facce da tagliaborse" della gente bene di Lugano, ma che sanno qual è l'odore del mare e come navigare tra gli scogli dell'esistenza. Sì, perché tutto l'album è un'apologia della povera gente che lotta contro il destino; così chi è costretto a navigare tra gli scogli deve imparare a farlo, se vuole sopravvivere. Poi, dice il saggio Fabrizio, è meglio essere sulla barca del vino, perché il bene fa venire coraggio, o almeno tramortisce la paura. "Con i chiodi negli occhi", c'è chi passa la vita ad aspettare "finché il mattino crescerà da poterlo raccogliere", perché la corda è ormai marcia, sta per rompersi e forse anche noi stiamo per diventare liberi dai recinti del nostro destino, della nostra mulattiera di mare.
[Matteo Borsani - Luca Maciacchini, Anima salva, p. 136]