E fu la notte
(Karim, 1958) [poi in "Nuvole barocche", Roman Record Company, 1969]

La vita, di Pablo Picasso


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Insieme a Nuvole barocche, si tratta della prima canzone incisa da Fabrizio, firmata peraltro De André-Stanisci-Franchi. Era il 1958; De André aveva appena diciotto anni, e si nota in effetti, in entrambe, una certa immaturità artistica.
Anche da attenti commentatori questa canzone è liquidata con gli aggettivi "semplice e scontata" [cfr. Matteo Borsani - L. Maciacchini, Anima salva, pp. 23-24].
Del resto lo stesso autore ebbe a definire i suoi primi due brani "due peccati di gioventù".
In effetti, considerato il tema, il testo è piuttosto banale, quasi insignificante, soprattutto se raffrontato con alcuni capolavori assoluti che De André firmerà da solo qualche anno dopo: penso soprattutto alla Canzone dell'amore perduto ma anche ad Amore che vieni amore che vai, entrambe del 1966.

Le stesse essenziali metafore (buio, notte, silenzio) adottate a simbolo della fine di un rapporto amoroso - peraltro unilateralmente voluta (cfr. vv. 5-6) - appaiono modeste, elementari.

ASPETTI METRICI.
Strofa unica di otto versi, precisamente endecasillabi e quinari doppi variamente disposti. Tutti i versi tronchi sono in rima, mentre i due versi piani presentano una consonanza.


analisi dei testi

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