La presente bibliografia è articolata in tre sezioni.
La prima riunisce, in ordine rigorosamente alfabetico e non cronologico, i volumi (singoli o collettanei) aventi carattere monografico - vale a dire esclusivamente dedicati alla figura e all'opera di De André -, nonchè i suoi rari scritti.
La seconda sezione si riferisce a libri che, all'interno di in discorso più ampio, contengono contributi che lo riguardano in modo più o meno esteso e interessante.
La terza, infine, riguarda i numerosissimi articoli che su De André sono apparsi (e continuano ad apparire) su quotidiani e riviste.
Tale sezione è legata alla casualità delle letture (non all'espressione di un giudizio di valore) ed è anche - per ovvi motivi - la più incompleta, ma mi auguro di poterla aggiornare periodicamente, mediante "scoperte" personali o in virtù di eventuali segnalazioni da parte di tutti gli "amici" di Fabrizio.
MONOGRAFIE
AA.VV., Belin, sei sicuro? Storia e canzoni di Fabrizio De André, Giunti, Firenze 2003.
A cura di Riccardo Bertoncelli.
A una rapida prefazione del curatore seguono un saggio critico di Franco Fabbri (Il suonatore Faber) e una "traccia biografica" di Enrico Deregibus.
Il nucleo del libro è costituito da una serie di interviste ad amici e collaboratori di De André: Giampiero Reverberi, Roberto Dané, Massimo Bubola, Franz Di Cioccio, Mauro Pagani e Ivano Fossati.
Chiudono il libro una superba discografia e un breve scritto (De André e io) di Mariano Brustio.
AA.VV., De André il corsaro, Interlinea, Novara 2002.
A cura di Cesare G. Romana.
Presentazione di Giovanni A. Cerutti.
Contiene scritti di Cesare G. Romana (La buona, anzi la cattiva strada), Fernanda Pivano (Un'eredità per i diseredati e Fratello Bob, fratello Faber) e Michele Serra (Elogio d'un fumatore). Tali testi "provengono da un ciclo di incontri a cadenza annuale intitolato De André il corsaro, promosso dal Comune di Borgomanero e curato da Cesare G. Romana. Con una eccezione: il saggio di Fernanda Pivano che accosta il mondo poetico di Fabrizio De André a quello di Bob Dylan è stato scritto originariamente in occasione dell'attribuzione a Dylan e a De André del Premio Librex-Montale nel 2001" [Giovanni A. Cerutti].
AA.VV., Fabrizio De André. Accordi eretici, EuresisEdizioni, Milano 1997.
A cura di Romano Giuffrida e Bruno Bigoni.
Introduzione di Mario Luzi.
Contiene scritti di Romano Giuffrida e Bruno Bigoni (Canzoni corsare), Fulvio De Giorgi (La storia del branco e la storia contraria), Ezio Alberione (Frammenti di un canzoniere), Liana Nissim (Fabrizio de André, il rispettoso bardo delle donne), Umberto Fiori ("La canzone è un testo cantato". Parole e musica in De André), Franco Fabbri (Il cantautore con due voci), Luigi Pestalozza (La canzone dell'altro mondo).
In un'apposita appendice figurano alcuni manoscritti di Fabrizio De André.
Chiude questo pregevole volume un'accurata discografia.
AA.VV., Fabrizio De André. Discografia illustrata, Coniglio Editore, Roma 2006.
A cura di Michele Neri, Claudio Sassi e Franco Settimo. Prefazione di Riccardo Bertoncelli.
"Questo libro ricostruisce e analizza la discografia di Fabrizio De André con pretese di completezza. [...] Ogni aspetto discografico dell'arte di Fabrizio De André viene passato al setaccio con rigore, chiarezza di esposizione e con notizie in molti casi inedite, centinaia di immagini di copertine ed etichette rarissime".
[Dalla quarta di copertina]
AA.VV., Fabrizio De André - ed avevamo gli occhi troppo belli [libretto più CD], Editrice "A", Milano 2001.
Introduzione a cura della redazione di "A".
Il libretto contiene alcune foto inedite, e interventi di: Paolo
Finzi (Fabrizio e l'anarchismo), Emile Armand (La gioia,
ovunque possibile), Errico Malatesta (Diminuire il dolore
umano), Romano Giuffrida (La canzone degli oppressi),
Giovanna Boursier (Ansa, l'ultima zingare), Mariano Brustio
(Potevo attraversare litri e litri di corallo...), Mauro
Macario(Un destino maledetto), Riccardo Mannerini (Ballata
per un ferroviere), redazione di "A" (Il volo del ferroviere
anarchico).
In calce sono riportati i testi del CD. Quest'ultimo
contiene sei parlati di Fabrizio registrati durante vari concerti
[fra il 1991 e il 1998]; una versione live di Se ti tagliassero a
pezzetti, con il testo "Signora libertà, signorina anarchia"; un
inedito live.
AA.VV. Ma la divisa di un altro colore [libretto più DVD], Editrice "A", Milano 2003.
Introduzione a cura della redazione di "A".
Il libretto contiene un'introduzione a cura della redazione di "A",
un'intervista quasi sconosciuta a De André del 1991, interventi di
Bruno Bigoni (Diario di viaggio), Errico Malatesta (Il
nostro "no!" alla guerra), Marina Padovese (Fuori la guerra
dalla storia), Teresa Sarti (Quel pomeriggio con Fabrizio),
Mariano Brustio (Due chitarre contro la guerra), le due canzoni
di De André presenti nel dvd, e due schede (una di Emergency e una
di "A").
Nel DVD è presente il filmato "Faber", girato da Bruno Bigoni e Romano
Giuffrida, e l'interpretazione dei brani La guerra di Piero
(cantata da Moni Ovadia) e Girotondo (cantata da Lella Costa).
AA.VV., Menestrelli e Giullari. Il Medioevo di Fabrizio De André e l'immaginario medioevale nel
Novecento italiano. A cura di Gianni Guastella e Paolo Pirillo, Edifir, Firenze 2012.
Il volume raccoglie gli Atti del Convegno "Il Medioevo e Fabrizio De André", tenutosi a Bagno di
Ripoli il 16 ottobre 2010.
Vengono indagati alcuni aspetti cruciali della rivisitazione del Medioevo, quale veniva costruendosi
nell'intreccio fra le forme artistiche più frequentate dalla cultura di massa (cinema e televisione)
negli anni in cui operava il "primo" De André. I saggi prendono in considerazione in particolare le
varie componenti che sono alla base di questi inediti quadri medievali, proposti a partire dagli
anni Sessanta nella canzone, nel teatro e nel cinema del nostro paese. Determinante, in questo
senso, è stato l'atteggiamento con cui Fabrizio De André, in gran parte della sua prima produzione,
ha guardato verso il mondo medievale. Rispetto al quadro ampiamente stereotipato della produzione
musicale "leggera" contemporanea, l'universo creativo del De André "medievale" appariva attraversato
da un sentimento di umanità seria e profonda, attenta da un lato alle miserie e all'infelicità degli
ultimi, dall'altro a una gioia di vivere svincolata dai luoghi comuni della cultura borghese.
AA.VV., Musica & parole. Storie, tracce, temi della canzone d'autore italiana, 4, Bastogi, Foggia maggio 2008.
Pubblicazione quadrimestrale.
La prima sezione di questo numero ("Storie") è interamente dedicata a De André, col titolo "Se verrà la guerra, chi si salverà? Anarchia e antimilitarismo in Fabrizio De André", e contiene i seguenti contributi: p.11, Vita, morte & miracoli di un anarchico, di Giuseppe Cirigliano; p. 17, Con le parole di Fabrizio (tratte dal sito ufficiale della Fondazione); p. 24, Poesie vestite di musica, di Marco Pandin; p. 29, Così lontano, così vicino - Attualità di Vol. 1, di Laura Rizzo; p. 31 La poesia musicale di Fabrizio De André, di Antonio Campisi; p. 36, Vittime di guerra - "La guerra di Piero", "La ballata dell'eroe", di Giuseppe Cirigliano; p. 40, Faber disco per disco, di Mario Bonanno.
AA.VV. Omaggio a Fabrizio De André [libretto più DVD], Bur, Milano 2006.
Il dvd contiene l'inqualificabile concerto-omaggio a Fabrizio De André, tenuto a Cagliari il 10 luglio 2005, con le più o meno scandalose interpretazioni di Sergio Cammariere, Neffa, Dolcenera, Nicky Nicolai, Mario Venuti, Antonella Ruggiero, Le Balentes, Massimo Ranieri, Francesco Di Giacomo, Sara 6, Andrea Parodi, Elena Ledda, Morgan...
Il libretto, oltre a una prefazione di Dori Ghezzi e un'introduzione di Piero Ameli, propone invece una serie di testimonianze di alcuni degli "artisti" che hanno partecipato alla serata, nonché tutti i testi delle canzoni eseguite durante il concerto.
AA.VV., Signora Libertà, Signorina Anarchia, supplemento al numero 262 (marzo 2000) della rivista anarchica mensile "A", Milano, Rist. riveduta e corretta aprile 2000.
Il titolo di questo intensissimo dossier è tratto dalla canzone Se ti tagliassero a pezzetti. In realtà, la versione ufficiale recita "Signora libertà, signorina fantasia", ma nei concerti De André sostituiva spesso l'ultimo termine, "fantasia", con "anarchia".
Il fascicolo contiene i seguenti articoli e contributi: Con A in tasca di Paolo Finzi, Una mattina prendo la moto di Gianna Nannini, Poesie vestite di musica di Marco Pandin, Da Carimate a Genova via Maghreb di Mauro Pagani, La nuova anarchia a 4 mani di Alessandro Gennari, È solo un concerto sospeso di Mauro Macario, Gli anarchici i poeti e gli altri (intervista di Luciano Lanza a De André), Un poeta senza volto di Cristina Valenti, Dentro Faber di Romano Giuffrida e Bruno Bigoni.
AA.VV., Sonos & contos, ottobre 2009.
Mensile di musica sarda ed eventi, diretto da Pierpaolo Fadda.
Il numero di ottobre contiene 15 pagine dedicate a De André. L’articolo di apertura, firmato da Giacomo Serreli, esplora l’avventura sarda di Faber, iniziata nel lontano 1969. Tra i tanti sardi che hanno conosciuto Fabrizio c’è stato il musicista tempiese Sandro Fresi, che racconta, sul filo dell’emozione, la sua gioia quando Faber, pubblicamente, lodò il suo disco d’esordio tanto da fargli un regalo graditissimo: la presentazione. Ma nello speciale non poteva mancare la testimonianza di Dori Ghezzi. In una toccante intervista, la moglie di Fabrizio De Andrè racconta com’è nata la loro storia d’amore, parla della loro avventura in Sardegna, della Fondazione, dell’amore che l’Italia continua a dimostrare a Fabrizio. In sommario anche un ricordo dei Tazenda e della vedova di Andrea Parodi, Valentina Casalena, un servizio sulla mostra dedicata a Fabrizio allestita al Museo Man di Nuoro e una toccante intervista a Pier Michelatti, bassista “storico” di Faber.
AA.VV., Volammo davvero. Un dialogo ininterrotto, Rizzoli, Milano 2007.
A cura di Elena Valdini e postfazione di Dario Fo.
Si tratta del primo libro ufficiale della Fondazione Fabrizio De André Onlus, in cui vengono raccolti interventi, articoli, spunti vari riguardanti De André e relativi al quinquennio 2000-2005.
"Tredici capitoli che provano a raccogliere un dialogo ininterrotto tessuto da firme illustri, sconosciuti illustri e voci anonime con, per e oltre Fabrizio De André. [...] Questo libro prova a fare il punto su cinque anni di inaspettata partecipazione, senza cerimonie ma guardando alla ricerca con il desiderio che queste pagine possano essere solo l'inizio di un arrivo".
[Dalla quarta di copertina]
Archivio d'Autore: le carte di Fabrizio De André. Inventario a cura di Marta Fabbrini e Stefano
Moscadelli, Ministero per i beni e le attività culturali, Direzione generale per gli archivi,
2012.
L'archivio di Fabrizio De André è pervenuto in varie fasi, a partire dal 2003, alla Facoltà di
lettere e filosofia dell'Università degli studi di Siena, a seguito di una convenzione stipulata
con la proprietaria delle carte, cioè la Fondazione Fabrizio De André.
Nella sua documentatissima "Introduzione" Stefano Moscadelli, uno dei due autori (insieme a Marta
Fabbrini) dell'Inventario, riferisce dei criteri che hanno condotto a definire una struttura
dell'Archivio in tre parti. La prima (Carte di Giuseppe e Luisa de André) comprende documenti dei genitori o da loro raccolti di e
su Fabrizio; la seconda è il vero e proprio Archivio Fabrizio De André, a sua volta diviso in
quattro serie (Atti e Documenti, Corrispondenza, Lettere degli ammiratori, Materiali di studio e
lavoro); la terza parte, un piccolo nucleo librario che accompagnava la documentazione, sarà oggetto
di una pubblicazione specifica.
L'archivio fa emergere "poco materiale di carattere specificamente privato e, in riferimento
all'attività artistica solo documentazione connessa all'elaborazione testuale, senza alcun elemento
riconducibile al parallelo studio degli aspetti musicali" (Moscadelli, "Introduzione", p. 39-40).
L'Inventario è accompagnato da una serie di Indici che consentono di orientarsi con differenti
chiavi di ricerca, a partire da tipologie di materiali definite, nella eterogenea raccolta di
documenti che compongono l'Archivio.
Adduci G., Fabrizio De André, Gammalibri, Milano 1987.
Libro assolutamente introvabile! Dal sito dell'amico Walter (Pi) traggo, fidandomi ciecamente di lui, le parole del retro di copertina: "Questo è un libro di musica, che tratta di canzoni d'amore mai banali, di melodie mediterranee, di musica popolare ingentilita e raffinata - le canzoni e la musica di Fabrizio De André, il cantautore della scuola genovese che nell'arco di un ventennio ha saputo coniugare come nessun altro poesia e melodia, finendo per rappresentare, attraverso coerenza e talento, un momento imprescindibile nella storia della italica canzone d'autore".
Da un altrettanto fidato amico, Franco Diana, vengo però a sapere che si tratta di "un libro usa e getta. Un tentativo veloce e parziale di raccontare Fabrizio De André: l'uomo, il poeta e il musicista. Il merito di Giuseppe Adduci è quello di essere stato il primo ad avvertire l'esigenza di dedicare a Fabrizio De André qualcosa in più di un articolo di giornale".
Andrisani M., Fabrizio De André e la Buona Novella, Firenze Atheneum, Firenze 2002.
"Dopo quasi duemila anni di storia del cristianesimo e dopo i tentativi
della Chiesa di mettere a tacere i racconti apocrifi, questi sono
comunque riusciti ad affascinare con la loro umanità e originalità
anche artisti contemporanei. Tra questi Fabrizio De André, precursore
della canzone d'autore italiana, che nel 1970 dedica ai Vangeli
Apocrifi un intero album La Buona Novella. Interessato da sempre
alle vicende dei deboli e degli emarginati, il grande cantautore
genovese attinge alle leggende popolari per ritrovarvi temi a lui
cari - come lo scetticismo, l'ipocrisia, la speranza, la giustizia del
messaggio cristiano e l'ingiustizia spesso praticata dalla Chiesa,
l'umanità prosaica di figure come Gesù e Maria - e trasportarli dal
piano religioso a quello laico per dar vita a canzoni non facili ma
bellissime e indimenticabili".
Barrovecchio S., Via del Campo, Diemme Editore, Teramo 2004.
Un libro di elegante fattura e grande formato (24x30 cm.)
che raccoglie 500 delle 10mila dediche per Faber lasciate
spontaneamente all'indimenticabile Gianni Tassio da visitatori di ogni latitudine e estrazione
sociale, vergate in 12 libroni in pelle dal 1999 ad oggi.
Il volume è arricchito da più di 50 fotografie bianco e nero e
a colori, che riproducono angoli e tempi suggestivi di Genova.
Borsani M. - Maciacchini L., Anima salva, Tre lune, Mantova 1999.
Introduzione di Mauro Pagani.
"Questo libro racconta del viaggio breve e meraviglioso di un'anima complicata e sottile, e del suo guardar la vita un po' da dentro e un po' da fuori. In questo lungo elenco di parole e di sogni che ha lasciato, di sottile c'è molto ma di complicato nulla. Così in fondo diventa facile e quasi obbligatorio fare come gli autori di questo libro: dare qualche elemento per aiutare il lettore ad orientarsi e lasciare che sia Fabrizio a raccontare lo scorrere dei suoi giorni e dei suoi pensieri. E in fondo di molta della nostra vita" [Mauro Pagani].
Contiene un'essenziale bibliografia e una postfazione di Pierfrancesco Pacoda.
Bravetti E., L'influenza della poesia francese sull'opera di Fabrizio De André, A cura dell'Ass. Culturale T.L.T. Tanaliberatutti, 2006.
Un saggio su un tema poco approfondito, sebbene frequentemente richiamato, nella bibliografia deandreana.
Bruni P., Fabrizio De André. Il cantico del sognatore mediterraneo, Edizioni "Il Coscile", Castrovillari 2001.
"Si tratta di un libro che deve essere letto non pensando al De André cantautore soltanto. Ma ad un personaggio che ha caratterizzato il pensare di alcune generazioni (...). Il cantico del sognatore mediterraneo è più un saggio su un personaggio. Ognuno vi può trovare un pezzetto di fantasia che ha lasciato lungo la strada degli anni. Oppure può non trovarvi nulla. Ma sono convinto che i giovani che oggi sono giovani e i giovani di domani e i giovani che sono stati giovani ieri non possono far finta che De André non c'è stato. Io lo porto dentro dai primi anni del liceo. Il dopo è venuto da sé. Come questo libro scritto non per comando editoriale o per suggerimento di amici o conoscenti ma per amore. Forse anche per un vizio assurdo che lega il sentimento alla parola. Credo che solo per amore si possono proporre certi libri"
[Dalla Nota introduttiva].
Buonomo B., Fabrizio De André: le storie, la storia, La città del sole, Napoli 2000.
"Non è possibile raccontare l'opera di De André senza suscitare la falsa suggestione di un lineare svolgimento o comunque di un necessaro sviluppo che avrebbe condotto l'autore ad acquisizioni via via più mature. D'altro canto, identificare in questo o in quel tema - l'amore, la morte, la religione, il potere - gli ambiti caratteristici in cui si sarebbe esercitata l'ispirazione deandreiana, risulta un'operazione abbastanza arbitraria, senza dubbio farraginosa e datata; in tutti i casi poco adeguata a intendere una sensiblità mobilissima nel costruire percorsi allusivi, trasversali e mai risolti in se stessi".
[Dalla quarta di copertina]
Canero Medici F., Fabrizio De André. Un volo tra amore e morte, Bibliosofica, Roma 2000.
Prefazione di Cesare G. Romana.
Laureata in lettere moderne con tesi in Filosofia della Storia, Franca Canero Medici ha condotto approfonditi studi di ricerca filosofica presso diversi istituti culturali, da cui sono nati vari saggi dedicati alla filosofia contemporanea.
Quasi in chiusura, l'autrice scrive: "Fabrizio De André ha saputo raccontare, anche a chi ufficialmente non aveva cultura, favole, filastrocche e canzoni commoventi fino a commuoversi egli stesso, in quella lacrima nascosta che spezzava la sua voce".
Canero Medici F., Lo sguardo si fermava obliquo un volo di ghiandaia. Per ricordare un amico, Fabrizio De André, Bibliosofica, Roma 2003.
Secondo libro dedicato dall'autrice all'opera di De André.
Nella scheda editoriale si legge tra l'altro: "Un libro in cui perfino la scrittura segue percorsi
circolari, nella tensione infinita verso l'utopia che spinge l'autrice
ad entrare nella ruota della concezione animista, tanto cara a Fabrizio
De André, dove nella dimensione di un tempo ciclico, che ritorna
continuamente su se stesso, ogni essere respira liberamente e si ricorda
di avere un'anima. Un inseguirsi di immagini metaforiche, di ossimori e
allitterazioni, in un'alternanza di versi e prosa, che ripercorre la
poetica di De André e la sua concezione dell'anarchia come una sorta di
volo, nel senso di assalto al cielo, sempre alla ricerca di un
incontro ideale nello sforzo di raggiungere quel posto chiamato arrivederci".