Esteve *



          Figlia di Liuto
          dal corpo cavo e rotondo,
          sei tornata sola

          a specchiare nella vetrina i tuoi nervi tesi di seta e metallo
          reclusa in una bottega
          confusa tra i suoi oggetti,
          muta.

          Ricordi.

          Seduta sulle sue ginocchia,
          ti lasciavi accarezzare dalla sapienza delle sue mani,
          graffiare dall’impeto dei suoi affanni.

          Trattenevi in un abbraccio
          il privilegio dei suoi sussurri.

          * di Carolina Sabbatini

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