Lucano di nascita e genovese d'adozione, nel
capoluogo ligure ha intrecciato le prime indimenticabili amicizie, ha vissuto i
primi fugaci amori, ed ha compiuto gli studi fino alla laurea in
Lettere.
Dopo un impegno giovanile da "cantautore" (concerti con Vecchioni,
Riondino, Baccini, Capuano, Siviero), grazie al quale ha avuto il
privilegio di incontrare uno degli uomini più puri ed amabili
del Novecento, Amilcare Rambaldi, si è dedicato in età più matura alle
arti figurative (ottenendo, fra i vari riconoscimenti, il primo premio
alla Biennale di Ghemme nel 1991).
Di recente, come del resto si evince dal presente sito, ha però
abbandonato tele e pennelli e, "tirato dagli amici e spinto dai parenti",
si è rimesso a strimpellare, oltre a far ciò che ha sempre fatto:
leggere molto, scrivere ogni tanto, bere un po' troppo, e camminare
(come l'eterno adolescente di Charleville) ogni volta che ha tempo.
Per sopravvivere - con un anacronismo disarmante nel dinamico e
forsennato mondo delle tre "I" - cerca di insegnare Lettere e
Filosofia a Novara, dove attualmente risiede con la propria consorte
e due figli più intelligenti
di lui.
È membro della Società Filosofica Italiana e socio sostenitore della
Fondazione De André.
Nel giro di circa due anni ha realizzato i seguenti siti:
Nel novembre 2004, presso la Emmelibri di Novara, è uscito Il "primo" De André,
un saggio dedicato al periodo Karim e che si avvale di una preziosa
discografia appositamente compilata dal noto collezionista ed esperto Claudio Sassi.
Nel luglio 2006, per l'editrice Ibis di Pavia, ha invece pubblicato una Filosofia in versi che, nonostante il significante inusuale, ha un intento essenzialmente divulgativo.
Ata preparando, con assoluta calma e "senza pretesa di voler strafare", una versione poetica dei Promessi Sposi.
Suo padre gli diceva spesso: "Fai troppe cose per farne una bene"... Sagge parole, papà!