IPALLAGE. Dal greco hypallagé, che significa "scambio, commutazione". Figura retorica consistente nello scambio del normale rapporto sintattico o semantico fra due parole. In pratica si attribuisce a una parola ciò che, nella stessa frase, andrebbe attribuito ad un'altra parola. Ad es.: "Il magro profilo del suo volto". In Montale: "e gli alberi discorrono col trito / mormorio della rena".
IPERBOLE. Dal greco hyperbàllo (= "lancio oltre"). Figura retorica consistente nell'esagerare (amplificandolo o riducendolo) l'espressione di un concetto. Ad es.: "È un secolo che non lo vedo"; "Scendo tra un minuto"; "Sono in un mare di guai"; "Mi piace da morire"; "Non ha un briciolo di cervello". A livello letterario: "Lo scudo in mezzo alla donzella colse: / ma parve urtasse un monte di metallo" (Ariosto). Dalla storia, il detto proverbiale di Carlo V: "Sui miei dominii non tramonta mai il sole".