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La condanna al rogo [della celeberrima eroina] è mutata, nella mente del compositore, in un dialogo amichevole col fuoco che materialmente la ucciderà ma che, colpito dall'orgoglio e della fierezza della sua interlocutrice, chiede di abbracciarla in una sorta di matrimonio ideale di spiritualità elevata: "se lui era il fuoco lei doveva essere il legno".
Giovanna d'Arco è una vestale che, dopo aver vissuto sul filo di tensioni estreme, si abbandona alla sua morte e la trasforma in una metafora, la sublima nell'immagine inquietante delle nozze col fuoco.
Giovanna d'Arco, la contadina analfabeta che sente le voci, difende il proprio Paese contro gli invasori ed è condannata al rogo dagli inglesi. De André la descrive nel momento fatale quando Giovanna, santa nel martirio e strega per aver firmato l'abiura, si concede all'estasi del fuoco.
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