auschwitz


Lo stesso Guccini ha dichiarato che "la prima idea" per questa tristissima quanto bellissima e celeberrima canzone gli venne dalla lettura di Tu passerai per il camino - Vita e morte a Mauthausen (Mursia, 1965), un libro di memorie di Vincenzo Pappalettera.
Come afferma Paolo Jachia, "Guccini scrive e canta la storia terribile ed emblematica di un anonimo bambino morto e bruciato nel famigerato campo di sterminio nazista (il 27 gennaio, data della liberazione dei prigionieri di Auschwitz, è stato proclamato universalmente e perennemente giorno del ricordo e della memoria). Una storia-simbolo delle altre sei milioni di vittime dell'orrore hitleriano, ma è da rimarcare che Guccini non si limita alla condanna del nazismo ma allarga la sua condanna a ogni guerra e allude probabilmente al dramma della guerra in Vietnam, allora in corso" [P. Jachia, Francesco Guccini, Editori Riuniti, Roma 2002, p. 25].

     Son morto che ero bambino
     son morto con altri cento
     passato per il camino
     ed ora sono nel vento.
     Ad Auschwitz c'era la neve
     e il fumo saliva lento
     nel freddo giorno d'inverno
     e adesso sono nel vento.
     Ad Auschwitz tante persone
     ma un solo grande silenzio
     è strano non ho imparato
     a sorridere qui nel vento.
     Io chiedo come può un uomo
     uccidere un suo fratello
     eppure siamo a milioni
     in polvere qui nel vento.
     Ma ancora tuona il cannone
     ancora non è contenta
     di sangue la belva umana
     e ancora ci porta il vento.
     Io chiedo quando sarà
     che l'uomo potrà imparare
     a vivere senza ammazzare
     e il vento mai si poserà.
     Ancora tuona il cannone
     ancora non è contento
     saremo sempre a milioni
     in polvere qui nel vento.


Scrive ancora Jachia [cit., p. 25]: "Un testo semplice, immediato, fatto di brevi versi, sostenuto per lo più da rime facili, ma artisticamente e retoricamente efficace e in grado di esprimere una forte e sincera commozone poetica. Per tutto questo Auschwitz conquistò subito il consenso unanime di cattolici, comunisti, anarchici, libertari".

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