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"La maggior parte dei miei brani è condotta sul filo della memoria,
coniugata più al passato che al presente o al futuro. Guardo al passato
soprattutto perché si carica di mitico e di eroico. Nasce l'aneddoto,
interviene la tendenza al favolistico, si smussano gli angoli, tendi a
dimenticare il negativo, al limite scivoli nel nostalgico, nel
malinconico. Il passato è di per sé narrazione, il presente è cronaca,
il futuro è l'ignoto."
[Un altro giorno è
andato, Giunti, Firenze 1999, p. 94]
"Ci chiamano spesso poeti, noi cantautori (termine che peraltro
detesto), facendo probabilmente torto tanto ai poeti quanto ai cantautori."
[Un altro giorno è
andato, Giunti, Firenze 1999, p. 146]
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