in morte di sf


In morte di SF è una ballata "certo riconducibile all'ambito dylaniano, ma che ha avuto una sorte più felice di altre canzoni di questo periodo. Francesco comincia infatti da trent'anni in qua tutti i suoi concerti con questa canzone dedicata a un'amica morta a vent'anni in un incidente stradale, dove è da notare che non è solo di morte che si parla, ma anche di amicizia, di un sentimento che dura oltre la morte" [P. Jachia, Francesco Guccini, Editori Riuniti, Roma 2002, p. 28]:

     voglio però ricordarti com'eri
     pensare che ancora vivi
     voglio pensare che ancora mi ascolti
     e come allora sorridi.


Scrive ancora Jachia: "È la prima vera ballata di Guccini: il moderno cantastorie racconta un piccolo fatto, una piccola violenta tragedia quotidina, dando un taglio quasi epico al racconto. In questo senso un ruolo particolare lo svolge la musica fatta di frasi melodiche quasi tutte discendenti, in cui cioè la prima nota è la più acuta delle frasi... Qui prende inoltre corpo una delle caratteristiche di Guccini che incontreremo spesso: la ripetizione dell'ultimo verso di ciascuna strofa" [p. 28].

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