Confusi
[Testo e musica di Roberto Leoncino]
Armati fino ai denti, i bambini del quartiere
inventano i loro giochi;
inseguono per strada il tempo perso dietro ai banchi
con la dolce convinzione di chi non guarda avanti.
Camminano imprecisi, quasi fossero sospesi
ed ogni passo è un'occasione;
lontani dalle forme su cui sono ritagliati
si dipingono la vita con stracci colorati.
Sono ancora confusi ed è la loro salvezza,
resteranno confusi e sarà una condanna;
pregheranno il silenzio per spiegarsi le cose
che divorano gli occhi delle loro giornate.
Armati fino ai denti, i ragazzi del quartiere
subiscono i loro giochi;
Rifiutano qualcosa che si portano già addosso:
un fardello di menzogne e sangue come vino rosso!
Si dibattono nel buio come pesci dentro il fango
ed ogni giorno è un tradimento;
paurosi della luce, anche del buio e dell'amore,
tra uno schiaffo e una carezza non distinguono il dolore.
Resteranno confusi ed è la loro condanna,
sono stati confusi: è la loro certezza;
sceglieranno il silenzio per spiegarsi le cose
che divorano il cuore delle loro giornate.
Armati fino ai denti, gli abitanti del quartiere
si uccidono coi loro giochi;
proseguono, dispersi nelle tante direzioni
provando un gran fastidio incrociando i loro suoni
Si muovono veloci calpestando la ragione:
Rincorrono la fine!
Non hanno più il coraggio di sbagliare un movimento,
Né la forza di restare nudi e immobili un momento.
Sono stati confusi ed è la loro certezza,
moriranno confusi ed è un'assurda coerenza;
odieranno il silenzio che spiega le cose
che divorano il senso delle loro giornate.
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