Si parte
[Testo e musica di Roberto Leoncino]
(Parlato)
Si parte perché una poltrona comoda è il punto più scomodo da cui guardare il mondo.
Si parte perché il proprio mondo è la prima cosa diversa vista dall'altra parte.
Si parte perché dall'altra parte qualcuno vorrebbe vederci arrivare.
Si parte perché dall'altra parte qualcuno "non" vorrebbe vederci arrivare.
(Cantato)
Si parte, si parte, si parte, si parte per non sapere
dove ci perderemo, dove si andrà a morire.
Si parte, si parte, si parte per il gusto di tornare.
Si parte, si parte, si parte per ricordare.
(Parlato)
Si parte perché il viaggio è la misura più precisa della curiosità.
Si parte perché la curiosità si nutre di grandi e nuove domande più che di piccole e vecchie risposte.
Si parte perché le piccole e vecchie risposte sono, quasi sempre, sbagliate.
Si parte perché le risposte sbagliate non possano trovarci ancora.
(Cantato)
Si parte, si parte, si parte per cambiare o sentirsi uguali altrove.
Si parte per respirare nostalgie e parole nuove.
Si parte, si parte, si parte per un tempo da inventare.
Si parte, si parte, si parte per dimenticare.
(Parlato)
Si parte perché ci sono mille storie da scrivere sul bianco di una strada.
Si parte perché dove finisce il bianco di una strada spesso inizia il mare.
Si parte perché il mare è lo specchio e la voglia di viaggi più alti.
Si parte perché anche i viaggi più alti finiscono dove c'è terra.
(Cantato)
Si parte, si parte, si parte, si parte per non sapere
dove ci perderemo, dove si andrà a morire.
Si parte, si parte, si parte per il gusto di tornare.
Si parte, si parte, si parte per ricordare.
Si parte, si parte, si parte per cambiare o sentirsi uguali altrove.
Si parte per respirare nostalgie e parole nuove.
Si parte, si parte, si parte per un tempo da inventare.
Si parte, si parte, si parte per dimenticare.
Si parte con, in tasca, il desiderio vero
che "ai piedi dell'arcobaleno" non ci sia un tesoro,
ma il battito del mondo rinchiuso in una mano
o il punto dove inizi un altro arcobaleno.
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