Il bombarolo
(In "Storia di un impiegato", Produttori associati, 1973)

Schizzo per composizione II, di Vasilij Kandinskij


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Negli anni '60 e '70, questo termine designava chi compiva attentati. La caratteristica principale del bombarolo qui descritto è di agire da solo. Non prende ordini da nessuno e non combatte per nessuno; è un isolato, un uomo solo che vuole portare fino in fondo la sua battaglia, prendendo di mira sia chi non ha voglia di ribellarsi e aspetta la pioggia per non piangere da solo, sia i profeti molto acrobati della rivoluzione che probabilmente pensano di poterla fare soltanto coi libri. Ha capito che l'unico modo per farlo è scuotere la società a cannonate (nel senso letterale del termine). Così tenta di fare esplodere il Parlamento, ma ottiene solo di distruggere un'edicola poco distante. La sua vera sconfitta sarà nel vedere su tutti i giornali la faccia della fidanzata, che ha scelto di lasciarlo prendendo le distanze dalle sue azioni [...]. Il bombarolo è rimasto veramente solo ma, quando viene catturato e messo in carcere, scrive per l'ultima volta alla sua amata.
[Matteo Borsani - Luca Maciacchini, Anima salva, pp. 88-89)


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