|
Di questo celebre brano di Georges Brassens esiste addirittura una traduzione di Nanni Svampa in dialetto milanese. Presentando la propria versione durante i concerti del '91, De André affermava:
"È una canzone del mio più grande maestro, il primo e forse l'unico grande maestro che ho avuto, Georges Brassens. Lui la scrisse, con tutta probabilità, per un amico cui era stato tagliato il collo per via di una sentenza ingiusta".
La vicenda, divertente e dissacrante, è articolata su un andamento narrativo vivace, con quel pizzico di suspence che si addice ad un racconto improbabile ma significativamente allegorico. Come si legge, infatti, nella presentazione del disco di Brassens, il gorilla è il cantautore stesso, che canta il suo no alla giustizia sommaria e feroce nei confronti di gente comune e innocente.
|