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Jamin-a è un'amica algerina. Tutti quanti ma soprattutto la stampa più retriva ha detto che era una prostituta ed è invece una splendida compagna di viaggio. Ce ne fossero di Jamine! Voglio dire: è una Bocca di Rosa vista attraverso un'esperienza personale. Ed è forse l'unica canzone erotica del mio repertorio.
Attravero i suoni e le urla del mercato del pesce di Genova, Jamin-a ci conduce nel mondo dell'erotismo. Non si può definirla una prostituta, anche se è chiamata sultana delle bagasce: è una macchina perfetta del sesso, è un'instancabile goditrice dei beni della carne, è quella donna della quale si terrebbe nascosto perfino il desiderio, ma che molti vorrebbero incontrare, almeno una volta, nel loro navigare. Gli aggettivi per definirla si sprecano: lingua infuocata - lupa di pelle scura - morso di carne soda - sugo di salse di cosce - stella nera che brilla - labbra di uva spina... Il linguaggio è tenuto sempre lontano dalla volgarità ed il testo non ha niente da invidiare ad alcune poesie di Catullo, anche se, nella traduzione in italiano, questo aspetto può andare perso.
Canzone dal contenuto hard [...]. Non chiamatela prostituta, fareste adirare l'autore che l'ha scritta pensando a una belva del sesso. Chi è Jamin-a? [...] Jamin-a è la compagna di un viaggio erotico che ogni marinaio spera, o meglio pretende d'incontrare in ogni porto dopo le pericolose bordate subite per colpa di un mare nemico o di un comandante malaccorto. A Genova c'è un detto popolare - ricorda Fabrizio - che riferito alla gente che naviga e tradotto in italiano, recita: "Cara moglie, passato il monte di Portofino torno libero e scapolo". Jamin-a è quindi il compenso che il marinaio pretende di ricevere per il proprio rischio, per la sua pericolosa ginnastica d'obbedienza di fronte all'avventura.
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