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Com'è noto, la cronologia dell'opera rimbaldiana costituisce uno dei problemi
più assillanti per la critica relativa al poeta adolescente di
Charleville, a causa della mancanza di un'indicazione diretta da
parte dello stesso Rimbaud su gran parte della sua creazione. Per
Une saison en enfer, però, tale problema non si pone: Rimbaud
stesso, infatti, l'ha datata in un lasso di tempo che va dall'aprile
all'agosto 1873. Ed è inoltre l'unica opera di cui egli abbia
curato direttamente la pubblicazione. Subito dopo averne terminato
la composizione, infatti, Rimbaud si mise in contatto con una
casa tipografica di Bruxelles, l'Alliance typographique, che aveva
sede al n. 37 di rue aux Choux. Per pubblicare l'opera, a spese
dell'autore, l'Alliance chiese a Rimbaud soltanto un anticipo ed
iniziò la stampa nello stesso mese di settembre, con una tiratura di
cinquecento copie. Ad ottobre Rimbaud si recò a Bruxelles, ritirò le
copie d'autore e, appena rientrato in Francia, si premurò di inviare
qualche esemplare (una mezza dozzina in tutto) ad alcuni suoi amici,
tra cui Paul Verlaine.
Essa va considerata come un esame retrospettivo della sua breve ma intensa esistenza,
svolto nella doppia prospettiva spirituale ed artistica.
Ma Rimbaud non ritirò mai i cinquecento esemplari stampati perché,
per ragioni sconosciute, non saldò le spese dell'edizione. I libri
rimasero così nei magazzini dell'Alliance, fino al 1901, quando
vennero rinvenuti per caso da un bibliofilo belga, Léon Losseau, il
quale rivelò la sua scoperta alla Société des bibliophiles belges il
12 luglio 1914.
Con grande chiarezza e concisione, Antoine Adam ha scritto:
"Nonostante l'opera si presenti, almeno in apparenza, come una
successione di prose differenti per intenzione, e forse per data di
composizione, Une saison en enfer non manca di una grande idea
che ispira tutte le parti. È il racconto del dramma che ha sconvolto
la vita di Rimbaud e che stava per spingerlo alla morte o al delitto.
Egli aveva adottato un atteggiamento gioioso nei confronti della vita.
In seguito ha scelto il rifiuto di tutti i valori, l'evasione al di
fuori della realtà. Si è dato all'inferno. Ma un giorno si è
risvegliato. Ora accetterà la vita, i suoi compiti. Egli è restituito
alla terra". In altre parole, la Saison va considerata come un
esame retrospettivo della breve ma intensa esistenza del poeta (fino
ad allora ovviamente), svolto nella doppia prospettiva spirituale ed artistica.
Questo "racconto" si snoda attraverso nove prose magistrali, la prima delle quali ("Jadis, si je me souviens bien...") è un tentativo di recupero memoriale ed è senza titolo, quasi a significare che ciò che è passato è perduto per sempre e non esistono parole per evocarlo concretamente. L'ultima (Adieu) costituisce la presa di coscienza del proprio essere nel mondo, l'adesione al principio di realtà (diremmo oggi), "avec un devoir à chercher" ("in cerca di un dovere").
"Jadis, si je me souviens bien..." *
"Un tempo, se ben ricordo..."
Mauvais sang *
Cattivo sangue
Nuit de l'enfer *
Notte dell'inferno
Délires I. Vierge folle
Deliri I. Vergine folle
Délires II. Alchimie du verbe
Deliri II. Alchimia del verbo
L'impossible
L'impossibile
L'éclair
Il lampo
Matin
Mattino
Adieu
Addio
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