Smisurata preghiera
(In "Anime salve", BMG Ricordi, 1996)

Il piccolo mendicante, di Bartolomé Esteban Murillo


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Smisurata preghiera è l'epitome del disco, la summa dei tracciati che lo percorrono. Ed è ancora un affresco sulle minoranze, sulla necessità di difendersi da parte di chi non accetta "le leggi del branco", su coloro insomma che devono pagare per difendere la propria dignità: gli unici che attraversando l'emarginazione e la solitudine riescono ancora a "consegnare alla morte una goccia di splendore". La musica
[In Doriano Fasoli, Fabrizio De André. Passaggi di tempo, p. 77]


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Smisurata preghiera [...] è una specie di salmo di invocazione e di imprecazione sulle minoranze. Ed è costruita a partire da testi di Alvaro Mutis, che in un'intervista televisiva ha dichiarato che occorre un talento straordinario per sintetizzare un'intera opera in una sola canzone.
[Alessandro Gennari, in Le mie note a margine (intervista a F. De André]


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La canzone è tratta da un romanzo di Alvaro Mutis, che io purtroppo non conosco, ma so per esperienza come Fabrizio riesce a "migliorare", a elaborare i testi scelti come riesce a caricarli di significati un po' misteriosi, sempre legati alla sua antica polemica sociale, al suo problema morale.
Qui la polemica è tra il suo eterno nemico, "la maggioranza", e i "disobbedienti alle leggi del branco", per i quali invoca l'attenzione del Signore.
Il dolce menestrello della nostra adolescenza, che ci ha insegnato a scoprire la differenza tra la vita e la morte, e ora a respingere "lo scandalo metallico" delle armi, nella forza della sua maturità di offre un blueprint di saggezza nell'indipendenza, nella "direzione contraria".
Dicono che Fabrizio sia il Bob Dylan italiano; io nel dargli questo premio d'amore più che di potere, vorrei che Bob Dylan venisse chiamato il Fabrizio americano.
[Fernanda Pivano, in occasione del "Premio Lunezia" 1997]


analisi dei testi

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