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Queste pagine hanno un carattere culturale e un intento divulgativo. Esse non intendono in alcun modo violare la legge sul copyright, ma se alcune parti dovessero configurarsi come accidentali infrazioni a tale legge, su esplicita richiesta degli interessati, provvederò a rimuoverle.
Ringrazio invece fin d'ora coloro che volessero autorizzarmi ufficialmente a mantenere, posto che ci siano, tali pagine o parti [sarà mio piacere e premura farne menzione]




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main page: de andré, filosofia, rimbaud, poesia, leopardi, montaigne, aforismi, tenco, guccini, giuseppe cirigliano band...





Io sono uno
che parla troppo poco,
questo è vero,
ma nel mondo c'è già tanta gente
che parla, parla, parla sempre,
che pretende di farsi sentire,
e non ha niente da dire.

Ho cercato cento volte le parole con cui inaugurare questo sito, e cento volte le ho risospinte nel silenzio, prima che mio malgrado vi si potesse avvertire un tono un po' troppo enfatico o patetico... Alla fine mi sono convinto che nessun inizio, per quanto misurato, potesse introdurre alla "lettura" della parabola esistenziale e artistica di Luigi Tenco meglio dei versi citati, tratti da una delle sue canzoni più celebri e caratterizzanti: Io sono uno, appunto.
Si tratta di parole dure e vere, dure perché profondamente vere. Perciò, precauzionalmente (come direbbe De André), ho rinunciato ad entrare nella schiera di coloro che Tenco - giustamente - accusa di vacuità e prolissità ed arroganza, per lasciare subito la scena a lui, che di cose ne ha dette tante, e molte più ne avrebbe dette se non avesse lasciato volontariamente [?], e troppo prematuramente, questa vita.
Tuttavia, contraddicendomi clamorosamente, non posso esimermi dal dire almeno una cosa che ho sempre pensato e che vorrei condividere (e magari discutere) coi miei venticinque visitatori... E cioè che Tenco conosceva senz'altro, e doveva probabilmente trovare fondata e incontestabile, l'annotazione di Pavese: "Non manca mai a nessuno una buona ragione per uccidersi". Come d'altra parte, mi permetto di aggiungere, mai a nessuno manca una buona ragione per vivere. Il fatto è che, per ciascuno di noi, vi sono ragioni più forti di altre, la cui superiorità non è però dovuta a una logica stringente o a una necessità oggettiva, a un fato inesorabile o ad un carattere innato ed immutabile, ma risulta piuttosto legata a fatti o incontri e scontri contingenti, a momenti particolari dell'esistenza. Dunque non è dimostrabile che, superati quel momento e quelle [ma quali?] ragioni, Tenco si sarebbe, prima o poi, comunque ucciso, posto che l'abbia veramente fatto [cfr. in proposito l'apposita pagina posta a conclusione della biografia]. Comunque sia, questo pensiero aumenta la nostalgia e il rimpianto per ciò che avrebbe potuto essere e non è stato... non fino in fondo.


on line dal 10 10 2003

ultimo aggiornamento 18 06 2015

giuseppe cirigliano 2003-2015