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Gesualdo Bufalino


Nascere è umano, perseverare è diabolico.
Il malpensante, Bompiani, Milano, 2004, p. 10.

Il sonno è amore di morte, l’insonnia paura di morte.
Il malpensante, Bompiani, Milano, 2004, p. 11.

I ricordi ci uccidono. Senza memoria, saremmo immortali.
Il malpensante, Bompiani, Milano, 2004, p. 21.

Quanta fretta! E che smania, ogni giorno, di ingurgitare una moda, un autore, un’idea! Mentre non abbiamo ancora finito, temo, di capire i presocratici.
Il malpensante, Bompiani, Milano, 2004, p. 26.

Non il sonno ma l’insonnia della ragione genera mostri.
Il malpensante, Bompiani, Milano, 2004, p. 49.

Dieci poeti su dieci si credono più bravi degli altri nove. Nove, evidentemente, si sbagliano.
Il malpensante, Bompiani, Milano, 2004, p. 51.

I suicidi sono solo degli impazienti.
Il malpensante, Bompiani, Milano, 2004, p. 52.

Quando si è zuppi di ricordi e stufi di ricordare, allora si comincia a morire.
Il malpensante, Bompiani, Milano, 2004, p. 57.

Il miglior maestro non ha discepoli, insegna soltanto ipotesi.
Il malpensante, Bompiani, Milano, 2004, p. 70.

Curioso che ogni nostro coetaneo ci sembri, quando lo incontriamo, molto più vecchio di noi.
Il malpensante, Bompiani, Milano, 2004, p. 95.

Chi scrive per il suo tempo, disperi di sopravvivergli.
Il malpensante, Bompiani, Milano, 2004, p. 96.

Qualunque cosa si dica, la vita è più antica e più forte della morte: nulla è morto che non fosse prima nato.
Il malpensante, Bompiani, Milano, 2004, p. 99.

Nessuna ingratitudine è pari a quella di ciascuna generazione nei riguardi della precedente.
Il malpensante, Bompiani, Milano, 2004, p. 103.

Che ci vuole a scrivere un libro? Leggerlo è la fatica.
Il malpensante, Bompiani, Milano, 2004, p. 110.

Capisco meglio una rissa d’osteria, una guerra di santi, una faida di quartiere e di palio; meglio Cerchi contro Donati, romanisti contro laziali, automobilisti in furore; perfino negri contro bianchi e viceversa... Torve dissennatezze, naturalmente, ma che nascono da uno sgarro, un’incompatibilità, un torto presunto, un pregiudizio, e sono in qualche modo un rovescio dell’amore, s’apparentano alla passione. Ma sparare a freddo su uno che è nato al’altro capo del mondo, che non hai mai visto, che non ti conosce e non parla la tua lingua, per ragioni che non sai, che non ti toccano, decise da altri, indenni in stanze blindate, persuasi di figurare dopodomani nella storia!... .
Il malpensante, Bompiani, Milano, 2004, p. 110.


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