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Miguel de Cervantes


Non c’è memoria che il tempo non consumi, né dolore a cui la morte non dia termine.
Don Chisciotte, Einaudi, Torino, 1972, p. 141.

È l’indole naturale delle donne disprezzare chi le ama e amare chi le aborre.
Don Chisciotte, Einaudi, Torino, 1972, p. 190.

I primi impulsi non sono in potere dell’uomo.
Don Chisciotte, Einaudi, Torino, 1972, p. 197.

E' sempre un conforto nelle disgrazie trovare qualcuno che se ne dolga.
Don Chisciotte, Einaudi, Torino, 1972, p. 237.

A colui che cerca l’impossibile, è giusto che sia negato anche il possibile.
Don Chisciotte, Einaudi, Torino, 1972, p. 371.

La pace [..] è il maggior bene che gli uomini possano desiderare in questa vita.
Don Chisciotte, Einaudi, Torino, 1972, p. 425.

Ben poche volte, o mai, viene il bene puro e semplice, senza essere accompagnato o seguito da qualche male che lo alteri o lo scompigli.
Don Chisciotte, Einaudi, Torino, 1972, p. 470.

Le offese sollevano la collera fin nei più umili cuori.
Don Chisciotte, Einaudi, Torino, 1972, p. 587.

I lavori che si fanno in fretta non son mai terminati con quella perfezione che richiedono.
Don Chisciotte, Einaudi, Torino, 1972, p. 622.

Tutti quanti i vizi [...] hanno dentro un non so che di piacere, l’invidia invece non porta se non disgusto, rancori e rabbia.
Don Chisciotte, Einaudi, Torino, 1972, p. 649.

Non c’è padre né madre a cui paiano brutti i propri figli, e quest’inganno è ancora più frequente se si tratta di creature dell’intelletto.
Don Chisciotte, Einaudi, Torino, 1972, p. 737.

Tutte le gioie di questa vita passano come un’ombra o un sogno, o appassiscono come un fiore di campo.
Don Chisciotte, Einaudi, Torino, 1972, p. 770.

I paragoni son sempre odiosi, e non è quindi il caso di paragonare una persona all’altra.
Don Chisciotte, Einaudi, Torino, 1972, p. 777.

Non vi può essere spirito se non v’è intelligenza.
Don Chisciotte, Einaudi, Torino, 1972, p. 987.

L’ingratitudine è figlia della superbia, e uno dei peggiori peccati che si conosca.
Don Chisciotte, Einaudi, Torino, 1972, p. 1003.

La libertà [...] è uno dei doni più preziosi che agli uomini abbiano dato i cieli; non possono paragonarsi a lei tutti i tesori che racchiude la terra o ricopre il mare: per la libertà, come anche per l’onore, si può e si deve mettere in gioco la vita; e invece non c’è più grande male che possa venire agli uomini che la schiavitù.
Don Chisciotte, Einaudi, Torino, 1972, p. 1051.

L’amore non ha riguardi né si attiene nei suoi atti ai limiti della ragione, ed ha la stessa caratteristica della morte: che affronta tanto i sontuosi castelli dei re quanto le umili capanne dei pastori.
Don Chisciotte, Einaudi, Torino, 1972, p. 1056.

Ognuno è artefice della propria sorte.
Don Chisciotte, Einaudi, Torino, 1972, p. 1127.

Le cose umane non sono eterne, e vanno sempre verso la declinazione dei loro principi, finché non giungono al loro ultimo termine, e soprattutto la vita degli uomini.
Don Chisciotte, Einaudi, Torino, 1972, p. 1178.


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