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Baltazar Graciàn


Non esiste dominio più prezioso di quello che si esercita sopra se stessi.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 37.

Sempre si stima più altamente quello che meno ci si attende.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 37.

Di solito è la propria convenienza che ci induce ad accostarci agli altri.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 38.

Ottiene di più una mente mediocre grazie all'applicazione che un ingegno eccellente senza di essa. La reputazione s'acquista a prezzo di fatica; e ciò che costa poco vale anche poco.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 41.

La speranza è la più grande falsificatrice della verità.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 42.

Fortuna e sfortuna consistono soltanto, in conclusione, nella prudenza o nell'imprudenza.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 43.

Il voler abbracciar tutto vuol dire non abbracciar nulla.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 45.

Vi sono occupazioni che ci sono estranee e che divengono tarli del nostro tempo prezioso; è peggio occuparsi di cose che non ci riguardano che non far nulla.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 48.

Non si deve appartenere agli altri tanto da non appartener più a se stessi.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 48.

Chi dissente offende, perché condanna l'altrui giudizio.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 52.

La maggior perfezione delle azioni è assicurata dalla padronanza di sé con cui si fanno.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 53.

La fretta è passione degna degli sciocchi.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 56.

Ciò che molto vale costa molto.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 58.

Non si deve mettere in mostra quel che si sa e si può, perché il giorno appresso non si desta più la meraviglia di nessuno.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 59.

Pochi sono gli uomini veramente rimpianti.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 59.

Il più delle volte non si ottiene perché non si tenta di ottenere.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 64.

Conoscersi vuol dire incominciare a correggersi.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 64.

Il "no" e il "sì" sono assai brevi a dire, ma richiedono lunga riflessione.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 65.

La passione tinge dei propri colori tutto ciò che tocca
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 70.

La consuetudine sminuisce l'ammirazione.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 72.

Grande infelicità è non servire a nulla, ma non minore infelicità è servire a tutto.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 72.

E' più facile prevenire che rimediare.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 72.

Il saper dimmimulare è una gran dote per chi governa.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 73.

Le cose non si considerano per quel che sono, ma per quel che appaiono. Rari sono coloro che guardano dentro, e molti invece quelli che l'appagono di ciò che si vede.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 77.

L'uomo prolisso è raramente saggio.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 80

Non s'ha da vivere scontenti, ché sarebbe pochezza d'animo, né soddisfatti, ché sarebbe stoltezza.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 81.

E' una massima ben nota ai saggi: abbandonare le cose prima che esse ci abbandonino.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 82.

Non parlar mai di se stessi. O ci si dovrebbe lodare, e questa è vanità, o ci si dovrebbe vituperare, e questa è pochezza d'animo.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 85.

Bisogna adattarsi al presente, anche se ci par meglio il passato.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 86.

C'è chi onora il posto che occupa, e chi invece ne è onorato.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 88.

I doveri dell'amicizia ammettono una sola eccezione: quella di non confidare all'amico i propri difetti, che, se fosse possibile, non dovrebbero esser confidati neppure a se stessi.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 89.

Le cose non vengono tenute in conto per quel che sono, ma per quel che appaiono. Valere e saper mostrare che si vale, significa valer due volte: ciò che non si vede è come se non ci fosse.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 91.

Le cose a lungo desiderate son sempre le più stimate.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 92.

Tutte le perfezioni dipendono dal momento; nemmeno la bellezza è sempre nel suo fiore.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 95.

Non ci si vendica mai bene, ricorrendo al male.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 96.

L'uomo accorto sta sempre dalla parte della ragione e non da quella della passione.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 97.

Non tutto può riuscir bene, né si può accontentar tutti.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 100.

Il dormire sulle questioni difficili, val più che il vegliare quando ci cadono addosso.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 101.

Il passato appare sempre migliore del presente.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 102.

Non si deve augurar troppa fortuna a un amico, se non lo vogliamo perdere.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 104.

Bisogna studiar le persone allo stesso modo che si studiano i libri.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 104.

Son pochi quelli che possono diventare buoni amici, e meno ancora saranno se non li sapremo scegliere.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 104.

Non c'è deserto peggiore che una vita senza amici: l'amicizia moltiplica i beni e ripartisce i mali. E' rimedio unico contro l'avversa fortuna, e il migliore sfogo dell'anima.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 105.

C'è sempre tempo per lanciare una parola, ma non sempre per riprenderla.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 105.

Con nessuno conviene usare eccessiva confidenza: non con i più grandi di noi, perché è pericoloso; non con i più piccoli, perché non è decoroso.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 114.

Si paga tributo a tutti coloro ai quali si apre il proprio cuore.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 114.

Le cose che s'han da fare non si debbono dire, e quelle che si debbono dire non s'han da fare.
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 114.

Molti ci paiono grandi personaggi, finché non si ha occasione di trattarli; infatti la loro frequentazione serve piuttosto a deluderci sul conto loro, che ad accrescerne in noi la stima
Oracolo manuale, Guanda, Parma, 1986, p. 115.


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