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Omero


In verità pochi figli sono simili al padre
i più son da meno, pochi migliori del padre.
Odissea, Einaudi, Torino, 19682, p. 43.

Certo, la morte crudele nemmeno gli dèi
possono allontanarla da un uomo, anche amato, nel giorno
che Moira funesta di morte lungo strazio lo colga.
Odissea, Einaudi, Torino, 19682, p. 67.

Sempre i giovani sono leggeri.
Odissea, Einaudi, Torino, 19682, p. 193.

Facili all’ira sopra la terra siamo noi stirpi umane.
Odissea, Einaudi, Torino, 19682, p. 193.

Niente è più dolce della patria e dei padri,
anche se uno, lontano, in una casa ricchissima
vive, ma in terra straniera, lontano dai padri.
Odissea, Einaudi, Torino, 19682, p. 231.

Non lodarmi la morte, splendido Odisseo.
Vorrei esser bifolco, servire un padrone,
un diseredato, che non avesse ricchezza,
piuttosto che dominare su l'ombre consunte.
Odissea, Einaudi, Torino, 19682, p. 319.

Siimi felice, o sovrana, per sempre, finché la vecchiaia
venga e la morte, che agli uomini son comuni.
Odissea, Einaudi, Torino, 19682, p. 357.

Ogni uomo gode di cose diverse.
Odissea, Einaudi, Torino, 19682, p. 393.

Pecca ugualmente chi all'ospite, che non vuole partire,
fa fretta, e chi, mentre già parte, lo ferma.
L'ospite va ben trattato se resta, lasciato partire, se vuole.
Odissea, Einaudi, Torino, 19682, p. 415.

Anche dei mali, passato il tempo, si gode.
Odissea, Einaudi, Torino, 19682, p. 400.

Per l’uomo in bisogno non è buono il pudore.
Odissea, Einaudi, Torino, 19682, p. 485.

Misero il povero che si vergogna!
Odissea, Einaudi, Torino, 19682, p. 497.

Nulla nutre la terra più meschino dell’uomo,
fra tutto ciò che respira e cammina sopra la terra.
Pure mai pensa che un giorno potrà vincerlo un male,
fin che gli dèi gli dàn forza e le ginocchia son agili;
quando, poi, lutti gli dèi beati gli dànno,
anche questi sopporta, sia pure a malgrado, con cuore costante:
perché così è la mente degli uomini sopra la terra,
come l'ispira di giorno in giorno il padre dei numi e degli uomini.
Odissea, Einaudi, Torino, 19682, p. 507.

E' gran male affliggersi senza misura né fine.
Odissea, Einaudi, Torino, 19682, p. 509.

Gli umani han vita breve.
Odissea, Einaudi, Torino, 19682, p. 541.


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