aforismi e citazioni  .conoscenza .webmaster   .contatti   .copyright  




 
        .menù
 
        abitudine
        aforisma
        amicizia
        amore
        bellezza
        bene
        certezza/dubbio
        conoscenza <
        desiderio
        destino
        dio
        dolore
        donna
        egoismo
        felicità
        filosofia
        fortuna
        gelosia
        giovinezza
        invidia
        linguaggio
        male
        morte
        natura
        noia
        odio
        passioni
        piacere
        ragione
        religione
        saggezza
        scienza
        solitudine
        speranza
        uomo
        vecchiaia
        verità
        virtù
        vita
        vizi
        AUTORI
 

      



La conoscenza di ciò che è non apre direttamente la porta alla conoscenza di ciò che dovrebbe essere. Si può avere la conoscenza più chiara e più completa di ciò che è, e tuttavia non riuscire a dedurre da questa quale dovrebbe essere la meta delle nostre aspirazioni umane. La conoscenza obiettiva ci fornisce strumenti potenti per la conquista di certe mete, ma il fine ultimo e il desiderio di raggiungerlo devono nascere da un'altra fonte.
Einstein, Albert Pensieri degli anni difficili, Boringhieri, Torino, 1965, p. 109.

Cos'è mai la conoscenza con parole, se non un'ombra della conoscenza senza parole?
Gibran, Kahalil Il Profeta, Newton Compton, 1995, p. 89.

Ciò che non si comprende non lo si possiede.
Goethe, Johann Wolfgang Massime e riflessioni, Tea, Milano, 1988, p. 55.

In realtà si sa solo quando si sa poco; col sapere aumenta il dubbio.
Goethe, Johann Wolfgang Massime e riflessioni, TEA, Milano, 1988, p. 83.

Quanto più si diffonde il sapere, tanto più numerosi sono i problemi che affiorano.
Goethe, Johann Wolfgang Massime e riflessioni, TEA, Milano, 1988, p. 138.

Per conoscere bene le cose, bisogna conoscerne i particolari: e siccome questi sono quasi infiniti, le nostre conoscenze sono sempre superficiali e imperfette.
La Rochefoucauld, François de Massime, Rizzoli, Milano, 1992, p. 55 (106).

Penso che la domanda "a che serve?" applicata ai contenuti di uno studio o di una ricerca possa essere la spia di una mentalità utilitaristica, pragmatistica, consumistica. Penso che le civiltà evolute debbano lasciare spazio al conoscere in quanto valore in sé.
Rossi, Paolo in AA.VV., Che cosa fanno oggi i filosofi? Bompiani, Milano, 1982, p. 89.

Poche cose possiamo dire di saper bene.
Vauvenargues Riflessioni e massime TEA, Milano, 1989, p. 97.

Bisogna aver rinunciato al buon senso per non convenire che non conosciamo nulla se non attraverso l'esperienza.
Voltaire Il filosofo ignorante, Rusconi, Milano, 1996, p. 61.
home

Ricerca personalizzata