L'uomo che torna solo
A tarda sera dalla vigna
Scuote le rape nella vasca
Sbuca dal viottolo con la paglia
5 Macchiata di verderame.
L'uomo che porta così fresco
Terriccio sulle scarpe, odore
Di fresca sera nei vestiti
Si ferma a una fonte, parla
10 Con un ortolano che sradica i finocchi.
È un uomo, un piccolo uomo
Ch'io guardo di lontano.
È un punto vivo all'orizzonte.
Forse la sua pupilla
15 Si accende questa sera
Accanto alla peschiera
Dove si asciuga la fronte.
Il poeta segue con lo sguardo (della memoria?) il proprio padre che
torna dai campi, cogliendone i gesti usuali.
L'esemplare chiarezza del testo rende superfluo ogni commento, poiché
nessuna parola potrebbe suscitare quella tenera commozione che nasce
spontanea al cospetto della quotidianità. Mi azzardo solo ad indicare
il punto più alto di questa poesia nei due versi seguenti: "Forse la
sua pupilla / Si accende questa sera", soprattutto se posti al
cospetto del verso: "È un uomo, un piccolo uomo". L'accostamento di
queste due immagini - una evidente, tangibile, concreta; l'altra solo
intuita, immaginata, probabile - svela l'affetto intriso di conoscenza
e rispetto che lega il poeta al protagonista, e di questi fa emergere
l'umile e profonda serenità.