abdul bashur


Abdul Bashur
di
Carlo Bonanni


       [Storia di un marinaio colto dal male del viaggio]

      Te ne vai ancora nel mondo
      Per il bene segreto dell'incertezza
      Sopra le tue assi ferite
      Da anemoni di ruggine ferrosa
5    A mantenere dosi uguali
      Di alcool e di giusta ebbrezza

      Corpetti neri e cappellini grigi
      Decorano l'imbuto del corso che laggiù
      Formicola una storia lontana dai tuoi legni
10   Spezzati nel fiato grosso dei flutti
      E brucia il desiderio stravagante
      In quell'umanità di cemento

      La lenta canzone dei battellieri
      Dalle sponde del Bosforo alle Piramidi
15   Cancella quell'accenno di vite
      Lontane dalle rovine dei templi
      Sulle fiammelle di un estuario
      Armato a sfida del molo possente

      Con sguardo rapito torni a colpire
20   La sfera accesa della luna
      Che cade con la sua lava intrecciata
      Sulle pieghe dell'onda tremula

      E col senno del magico Cantore
      Indovini il modo di queste cadute
25   Nel passo diverso della felicità
      Fra gli angoli uguali del porto
      Nell'odore largo di sfortuna

      "A G. C., per la sua pazienza e per la sua attitudine inevitabilmente innata ad ascoltare gli altri."
      (IL CAVALIERE DELLA STIVA... Carlo B.)


[Lirica inedita. Febbraio 2005]



Lettera all'autore

16 Feb 2005

Che onore, e che orgoglio vedermi direttamente dedicata una tua poesia!
Tuttavia, l'"attitudine inevitabilmente innata ad ascoltare gli altri", che riconosco io stesso nella mia indole e che spesso è fonte di distillata (per quanto riflessa) sofferenza, non sempre mi aiuta a comprenderli, come tu credi generosamente...
È vero che talvolta basta una scintilla per far scattare un incendio: ovvero, fuor di metafora, non sempre ma assai spesso è la conoscenza dell'occasione-spinta ad aprire la piena comprensione di un testo. Ma se l'occasione non ci appartiene - in quanto lettori, intendo - è così necessario capire tutto? La domanda è ovviamente retorica, e presuppone una risposta negativa. Si comprende essenzialmente ciò che si può, ma molto spesso soltanto ciò che si vuole.
Abdul Bashur non solo è chiunque sia in viaggio alla ricerca di ciò che forse non c'è: in quanto ciò che un viandante o marinaio cerca non è un luogo, ma se stesso (e l'io è inesauribile). E dunque Abdul è "il" viaggio. E tu ed io, e tanti altri come noi, non siamo "in" viaggio, ma siamo "nel" viaggio, o "il viaggio stesso", come Abdul.
Io dunque ti ringrazio per riconoscere in me (senza conoscermi personalmente) non l'apparenza ma la sostanza. Non la meta che mi propongo, bensì il mio procedere verso me stesso; e verso gli altri, ch'è forse il modo migliore per riconoscersi.

GC


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