idoli del sabato


Idoli del sabato
di
Carlo Bonanni


      La moltitudine ignara
      Al passaggio delle comete
      Stabilisce la digestione del pane
      E lenta s'acquieta dopo il pasto
5    In un rutto desolante
      Cieco in gola e morente
      Inquieto frutto sempre maturo
      Dell'orrmai solito Disegno scuro.

      Perché non nominarlo?

10  Inizia lenta del gregge la danza
      Che ogni mandria guida alla transumanza
      Veloci e brevi i passetti di gallina
      In nero sugli spilli tintinnanti
      Ed i pavoni con ruota di gelatina
15   Dentro a muscoli posticci e possenti
      Unti e neri come serpi o pantegane
      serviti di lasciapassare dalle tane.

      Perché i cani sono fedeli?

      Sguardi in confezione coltivati
20   Sopra agli abiti ben gessati
      I cervelli in fuga dalla testa
      Lasciano crani lucidati a festa
      L'afa d'agosto soffia sulle nuvole grasse
      Come il mantice chiuso di labbra rosse
25   A sospirare tutta questa esistenza
      In una lacerante ed odiosa rimanenza

      Perché con duri colpi da villani
      Insieme abbiamo offeso Lupi e Indiani?

[da Simulacra. Agosto 2003]

"Non rendono dolce la vita né i banchetti né le feste continue, né il gustare pesci o altre vivande che offre una mensa doviziosa, ma la ragione attenta, che scruta le cause per cui si devono scegliere o fuggire le cose e che allontana gli errori per cui gli animi si riempiono di gran turbamento". [Epicuro: Epistola a Meneceo]

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