le case dei pescatori

Le case dei pescatori
di
Carlo Bonanni & Enrico Savi


             Sì,
      non posso scordare dei fradici muri
      l'odore che punge il confine
      fra occhi naso e cervello

5    E' muffa d'intonaco scollato
      quel grigio arenino lievitato
      che pare un rincorrersi d'onde
      il piccolo mare verticale

      E non riescono ad evaporare
10   le lingue di calce a scaglie
      come fa il formaggio sudato
      quando c'e' maccaia...

      Maledetta maccaia
      sposa di ruggine e aceto
15   speziata di lacrime
      fin dentro ai turgidi nodi delle reti a ciànciolo!

      Sotto la neve di acini di sale
      dorme stupita la bocca innescata di palamita
      vicino ai fusi rossi di livide acciughe
20  sotto il peso delle ciappe d'ardesia

      Su di un vecchio pestacarne ora
      saltella uno sguardo secco di sole
      per franare l'attrito di ferro contro un arnese da stiro
      come un vecchio cargo in agonia nella secca

25  A strati incrociati o anche di costa
      decapitati e mai pancia a pancia
      i giunchi d'acciuga saranno qui a mungere
      la linfa sanguigna di salamoia

      Non devi aver fretta allora
30   di rimuover presto la spremitura
      e sulla pietra di mare
      poserai carne rosa novella.

[Lirica inedita, aprile 2011]


indietro