all'improvviso mio padre


All'improvviso mio padre
di
Carlo Bonanni


      Un piccolo verme rugoso di cent'anni
      Striscia sulla tua ombra d'assenzio
      Una sottile rimanenza di saliva
      Percorre la tua umida tenebra
5    Più lenta della mia lacrima
      Più sorda del fastidio antico.

      Ombra offesa del mio bene schivo!
      Verità della mia vita!
      Occhi della mia notte
10   Gagliardi furibondi e leali
      Alberi maestri di caravelle disilluse!

      Guardo le mie mani
      Una volta ben nascoste nelle tue
      Ora lingue di carne dischiuse
15   Bene opposte
      Per afferrare rami robusti
      Per lacerare l'aria soffocante.

      "Vermicel canuto e rugoso
      Com'è impreciso il nostro andare
20   Imprecisa pure l'incompletezza
      E com'è perpetuo l'affanno
      Di chi giace ventre a terra!"

      Sono caduto come un largo arpeggio
      e non c'era più nessuno
25   La molle creatura, la saliva, gli ospiti cortesi
      Dissolta la tua ombra nella mia
      Non c'ero più neanche io
      Ero già morto poco prima.

[da Simulacra. Dicembre 2001]


indietro