trilogia della notte


Trilogia della notte
di
Carlo Bonanni


                              I

      S'apre il silenzio in brevi singhiozzi
      come una musica asciutta di piano.

      Nella sordina degli alti tendaggi
      va a naufragare l'elastico arpeggio
5    che sale a grappoli in tondo agli affreschi.

      Sul fil di ragno si muove la notte.


                              II

      Mi aspettavo che alzassi nero il velo
      la chioma irsuta del pino marittimo
      l'arso silenzio di canne in bonaccia
      tu col segreto del vetro più scuro

5    per distillare la malinconia

      Dall'ansioso risveglio del caldo malato
      dai fantasmi impalati nei treni e nei tram
      evaporando l'inganno del giorno
      torno al tuo abbraccio e riordino il mondo

10   per distillare la malinconia


                              III

      Spegni questo meriggio
      la tua ombra chinando con dolcezza
      come la nonna sulle ultime braci
      del focolare al vespro.

5    Altro il giorno non gode
      che una opprimente questione di accenti
      arida disciplina
      sul bordo acceso di nubi d'acciaio
      sopra lo smalto abbagliante del mare.

10   Non ha metrica alcuna
      la tua tenebra assente
      affannata ma uguale
      quando va ad inghiottire i cirri torbidi
      e l'orizzonte elude
15   e confonde anche Dio.

      Adagia pure le ali tue immense
      su questa carne malata e dolente
      dove l'anima mia muta inciampa.

      Ora il becchino fiuta il mio odore.

[Lirica inedita]


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