ode ideale


Ode ideale
di
Dario Carere


      M'era l'anima carica e piena di sogno
      sbiadito e confuso nel tuo gran bagliore
      - allorché io ti vidi e conobbi l'amore
      che sempre per me fu il sol vero bisogno.
5    Porgendoti lode e parlandoti piano,
      qual frale preghiera all'altare spirante,
      ritrovo valore alla vita angosciata;
      io ti amo così, cantando lontano
      le grazie perfette dell'arte accecante
10   che tinge il tuo viso e che sempre io ho amata.

      Avranno le stelle il mio carme adombrato
      - i dolci riflessi dei tuoi occhi profondi;
      volerà tra le notti morendo allietato
      tra i mari più quieti, affinché non affondi.
15   Lodo il tuo nome nel suono del vento
      che corre soffrendo tra i rami fioriti
      e pieni d'olezzo d'amena memoria;
      ti chiudo in un punto o virgola o accento
      finché non rimembro che scritti infiniti
20   pur sono assai angusti per renderti gloria.

      Donando bei versi alla tua gentil grazia
      - di molto più grande che quella di Aurora -
      la mia anima canta, piangendo s'indora
      del dolce barlume d'amor che la strazia.
25   Tale è il segreto di che m'empie il petto,
      di continuo, di continuo trafiggendo il mio cuore:
      dolcissimo e triste, adorabile ferita,
      com'è quel brillar del piacer più perfetto
      de la vista del sole che cala e che muore
30   svanendo, omai esangue, in passione infinita…

      O tu dardeggiante, o tu finissimo ideale
      ch'il grigio pensier spento mi fai acceso di colori,
      come tu a me ti mostrasti, oh in che veste celestiale
      apparisti allo mio sguardo ch'abbagliandolo ristori!
35   Divenisti di natura la più splendida visione
      che qui al mortale occhio veder si poté mai,
      e la lieve brezza fresca che scorre ovunque in me
      conferendo della gioia la più dolce sensazione
      - benedetto ogni momento in cui ti vidi e la provai
40   e le lacinie del mio spirito composi solo in te!...

      Cresciamo, mia meraviglia, nel mondo più triste,
      ove non sono più Muse ne la distratta natura,
      né governi siderali di una luce più pura
      che le elettriche strade al grigiore commiste.
45   Non abbiamo che i sogni, di diamante e di smeraldo,
      in che le nostre gioie vere si riverberan piangendo
      e che il nostro cuore cullan nella sera atrabiliare…
      - per di gitto dargli sveglia nel mattino rosa e caldo,
      partorito dalle fiamme dell'amore che arrossendo
50   ci ricorda quanto è bello in questa vita il veleggiare!...

      Così nei miei versi che in cuore io piango
      suggello il tuo pregio ch'è più alto dell'astro;
      di tua bianca vaghezza il mistero ripongo
      scolpito immortale in dorato alabastro.
55   Ma io t'amo distante dal tempo e dal luogo
      in cui aleggian gl'umani tuoi forma e pensiero:
      ché il tuo fresco canto è squisito richiamo
      - ed un fascio di luce in cui lieto io affogo -
      da un mondo di sogno, un mondo più vero,
60   a cui il dolce passaggio è un sofferto "ti amo".

[Lirica inedita]


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