alla dogana veneta


Alla dogana veneta
di
Benvenuto Cerchiara


      Ti guardo
      mentre specchi
      nel cielo
      gli occhi meravigliati
5    e confusi.

      Come s'intrecciano
      nel lago i ricordi,
      l'alte convessità
      di intangibili lotte
10  e conquiste.
      Vorrei baciare
      i tuoi sogni,
      quand'essi diventano
      perplesse foschie
15  fra l'ali di accovacciati gabbiani,
      quando il sole ritrae
      i suoi affascinati carmi
      lasciandoti regina del cosmo,
      quando con l'esili mani
20  raccogli un fiore
      per donarlo a un verde ruscello…
      Ma c'è marea… marea,
      rissosa marea
      che sfronda le tamerici
25  sin dalle radici,
      impetuosamente trascina
      ogni cosa,
      esplode la rabbia
      infinita e guerriera,
30  fra le scaglie appare
      a chiazze tremenda.

      Alla dogana veneta
      fermo le tue labbra
      - forse hanno come me
35  paura del futuro,
      ora, che è nostro -
      mute sono
      come quelle conchiglie
      dorate
40  in cima ai campanili,
      scolpiti nei cieli,
      sparate come ogive
      alla ricerca di Dio.
      In mille rivoli s'effonderà il suo logos,
45  in ogni cellula vivente,
      in ogni palpito
      di questo microcosmo,
      in ogni specie.
      Tentazioni nervose
50  consumano verdi martin pescatori,
      nello specchio argenteo
      dell'acque
      trema il piccolo volto.

      Mentre cadetti
55  stanno fissi alla prua
      di bianche galere
      in faccia al futuro,
      all'imprevedibile nulla,
      tu viri il colpo
60  l'attacco, l'inevitabile fuga,
      a brame si mescolano
      alle nebbie,
      imponderabili minacce di alieni.
      Alla dogana veneta
65  ti guardo,
      ti stringo nel mio,
      alla dogana veneta
      ti specchi
      nel cielo
70  con occhi meravigliati e confusi.

[1986]


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