treni, treni della mia gente...


Treni, treni della mia gente...
di
Benvenuto Cerchiara


      È appena mattino
      e già si ascolta
      il pianto di un bimbo.

      Gli occhi sperduti
5    nella folla vuota
      di palazzi
      non lasciano requie
      neanche ad un
      incosciente lampione
10   Treni, treni della mia gente…
      Un sogno spezzato
      nel cuore della notte
      e continuano a stridere i lunghi, ferrei
      binari
15   che porteranno
      lontano.

      Acerbi sono i tuoi visi,
      i cento, mille
      volti
20   che, come un saltimbanco,
      provi a cambiare
      per continuare…

      Treni, treni della tua gente:
      ti sono estranei,
25  sono già condannati,
      ma "guardali!"
      come sono già lontani.
      Da queste ore,
      da questi calmi sudari.

30   Qualcuno ti ha chiesto
      di esistere,
      sei stato uno dei tanti,
      il giudizio di dio
      non è tuo,
35   lasci agli altri
      il compiangere.

      Treni, treni della nostra gente…
      Son fatti di ghiaccio, di ferro, di piombo.
      Non lasciano neanche un lamento,
40   ma lamenti portan
      lontano.

      Non c'è nulla che possa
      fermarli,
      neanche il sorriso
45   di un bimbo,
      che, svegliatosi,
      guarda il sole
      che nasce.

[1986]


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