A te
che non ti fermi al primo piano
e che cammini in bilico
nei sensi, sugli smerli di una torre
5 che nessuno può scorgere
A te
che guardi gli uomini
da un angolo diverso
di un menù che ti vede contenuto
10 tuo malgrado
A te
che non rinunci
a chiederti il perché
di una dimora errata
15 ed hai papille adatte per un sale
che pretende di dirtelo
nella quiete sterile di un mucchio di pareti
che ti cantano il vano
e ti ballano il niente
20 A te
che sei l'eterno e non lo sai
Anima degli spazi siderali
che non regge nel piccolo podere
che gli è stato affidato
25 quale storno di avuto a piene mani
È a te che lancio l'iride
È te che osservo adesso
Genuflessa
E cosciente del Dio che ti pervade
30 calpesto sotto un piede
quello che ancora ieri
ho creduto evidente
Come tanti…