Eri dritta e felice
Sulla porta che il vento
Apriva alla campagna.
Intrisa di luce
5 Stavi ferma nel giorno,
Al tempo delle vespe d'oro
Quando al sambuco
Si fanno dolci le midolla.
Allora s'andava scalzi
10 Per i fossi, si misurava l'ardore
Del sole dalle impronte
Lasciate sui sassi.
Dalla memoria emerge un ritratto femminile, situato in un tempo indefinito ma lontano e felice, che fa intuire un senso di pacato rimpianto per la perduta età della giovinezza. La donna è dunque, se non un pretesto, un'occasione per un'intensa rievocazione del passato.
Il lessico semplice e di immediata comprensibilità, l'uso misurato dell'aggettivazione, la costruzione lineare dei periodi, allontanano questo breve componimento da ogni forma di retorica.