Bello, bellezza


È verosimile che noi non sappiamo affatto che cosa sia la bellezza in natura e in generale, poiché alla bellezza umana e nostra diamo tante forme diverse: se ci fosse per essa qualche regola naturale, saremmo tutti d'accordo nel riconoscerla, come il calore del fuoco. Noi ne immaginiamo le forme a nostro piacimento.
[Michel de Montaigne, Saggi, Mondadori, Milano 1970, p. 627]

Domandate a un rospo che cosa è la bellezza, il vero bello, il to kalòn. Vi risponderà che è la sua femmina, con i suoi due grossi occhi rotondi sporgenti dalla piccola testa, la gola larga e piatta, il ventre giallo, il dorso bruno. Interrogate un negro della Guinea: il bello è per lui una pelle nera e oleosa, gli occhi infossati, il naso schiacciato.
Interrogate il diavolo; vi dirà che il bello è un paio di corna, quattro zampe a grinfia, e una coda. Consultate infine i filosofi: vi risponderanno con incongruenze confuse; hanno bisogno di qualcosa di conforme all'archetipo del bello in sé, al to kalòn.
[Voltaire, Dizionario filosofico, Einaudi, Torino 1969, p. 57]

Vi è un'amarezza inseparabile dal bello sotto tutte le sue forme.
[S. Weil, Quaderni, VI]

torna all'indice