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Questa macchina immensa non sta senza qualche custode. Gli astri nella costanza delle loro rivoluzioni non possono seguire un movimento fortuito, perché le cose prodotte dal caso sono spesso soggette a turbamenti e a collisioni. Una legge eterna governa questa armoniosa rapidità, la quale sostiene tutto quanto abbraccia la mole della terra e del mare e i tanti astri che brillano ciascuno al suo posto. Un tale ordine non può appartenere alla materia vagamente agitata. Una riunione di elementi senza piano e senza disegno non avrebbe questo equilibrio né tanto saggia disposizione. L'universonon può essere senza Dio.
[Seneca, La dottrina morale, Laterza, Roma-Bari 1994, p.39]
Vi è quindi una potenza unica, eterna, a cui tutto è legato, da cui tutto dipende, la cui natura mi è però incomprensibile. [...]
Mi si dice che Dio è semplice; io confesso umilmente che non capisco il valore neanche di questa parola. [...] La semplicità, rigorosamente parlando, mi pare troppo simile al non-essere. L'estrema debolezza della mia intelligenza non ha alcuno strumento abbastanza raffinato per cogliere questa semplicità. Mi si dirà che il punto matematico è semplice; ma il punto matematico non esiste realmente. [...]
Non ho affatto una conoscenza chiara della semplicità; non so che cosa sia più di quanto non sappia che cosa sia un infinito numerico attualmente esistente.
Sono convinto che, poiché non conosco che cosa sono, non posso cnoscere chi è il mio autore. La mia ignoranza mi indebolisce ad ogni istante, e mi consolo pensando senza posa che non importa che io sappia se il mio signore è o non è nell'estensione, purché io non faccia nulla contro la coscienza che mi ha donato.
[Voltaire, Il filosofo ignorante, Rusconi, Milano 1996, pp. 91-93]
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