Il concetto di filosofia


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I primi pensatori hanno chiamato
con antiche parole e nuove insieme
tale sapere che tutto ha cambiato:
logos, sophia, aletheia, episteme.
Ma in che cosa consista veramente
non lo sa né l'idiota né il sapiente.

Ogni definizione è controversa
e, quanto più l'uomo si dà da fare
per definirla, tanto più va persa
l'idea, che si vorrebbe dimostrare,
di un sapere assoluto, universale,
unico, vero, insomma eccezionale.

Pure, da allora, sorsero domande
che l'uomo ancora adesso si può porre:
se la realtà sia una oppure tante,
se verso il nulla eterno tutto scorre,
se l'uomo è un animale intelligente
o un atomo rivolto verso il niente;

ed ancora quesiti come quello
se la natura sia soggetta a legge,
se nel fugace volo del fringuello
sia traccia di colui che tutto regge,
se il bello sia un valore universale
o solo ciò che a ognuno appare tale;

se vanamente la ragione ambisce
a rintracciare il senso dell'essente,
di ciò che insomma appare e poi svanisce,
mostrando come in fondo tutto è niente.
Da ben duemila e cinquecento anni
uguali e peggio sono i nostri affanni.

Eppure a tutto ciò non c'è risposta
che sia definitiva, ferma e certa;
perciò per il pensiero non c'è sosta
ed una sola strada resta aperta:
educarsi su ciò che altri hanno detto,
ma accogliendo ogni cosa con sospetto.

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