Il positivismo


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La persuasione che si possa dare,
con la scienza, di tutto spiegazione,
portò Charles Darwin ad elaborare
la sua dottrina dell'evoluzione.
Egli negò che le specie viventi
sian sempre state così differenti,

come insegnò la Bibbia e come in fondo
la biologia stimava fin dai tempi
di Aristotele; invece in tutto il mondo
(e Darwin ci propone vari esempi)
le varie specie sono il risultato
di mutazioni che hanno poi portato

forme di vita assai più elementari
ad un'estesa differenziazione.
Il principio che regola il mutare
delle specie sta nella selezione
naturale, dovuta all'infinita
e universale lotta per la vita,

la quale tende sempre a favorire
i più forti o i più adatti ad un ambiente.
L'uomo (sebbene ciò possa intristire)
non sfugge a questa regola evidente:
egli deriva - e non fu sempre uguale -
da una specie più antica di animale.

La dottrina di Darwin suscitò
negli ambienti ecclesiastici una dura
opposizione, in quanto essa negò
eternità alle forme di natura.
Ma l'ipotesi dell'evoluzione
si è imposta e ai nostri giorni si propone

come legge scientifica. Volendo
eliminare quella ripugnanza
morale che si insinua col tremendo
accostamento alle scimmie, è abbastanza
consolante notare come queste
non sian peggiori delle umane bestie.


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