Cerbero
di
di Carlo Formentin
Compare all'improvviso un cane,
nero, cattivo, la notte negli occhi,
abbaia e si nasconde dai rintocchi
di un funebre pendolo marrone.
5 L'una. Il sole ormai scappato
riscalderà ora qualche fortunato
sopravvissuto negli antipodi.
Laggiù ancora si sogna, si spera.
Qua, solo la luce degli elettrodi
10 illumina viventi e vissuti.
Abbaia, latra, ringhia, si rigira,
morde solo cadaveri di preti,
ladri, assassini; gente perbene
che vorrebbe metterlo in catene.
[lirica inedita]
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