Elisa
di
di Carlo Formentin
Nata e conosciuta in un sogno;
viso, corpo e mente di un mondo
appena immaginato, ma degno
ed accogliente per il tuo fecondo
5 sorriso. Tu, Elisa, sei la prima
oltre cui nulla: un declivio nero
segue un sole rosso e amaro,
copre d'incubo, oscura la cima.
Sarebbe bello, nelle verdi zolle
10 iridee in cui - luci del viso -
fanno capolino nere pupille
poter vedere un corpo atteso,
il mio. Ma tu non sei mai esistita.
chissà se ti avrò mai incontrata.
[lirica inedita]
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