Piange nel mio cuore
Come piove sulla città;
Cos'è questo languore
Che mi penetra il cuore?
5 O dolce brusìo della pioggia
Per terra e sopra i tetti!
Per un cuor che si annoia,
Oh il canto della pioggia!
Piange senza ragione
10 Nel cuore che si accora.
Come! Nessun tradimento!...
Dolore senza ragione.
È la pena maggiore
Il non saper perché
15 Senz'odio e senza amore
Ha tanta pena il cuore!
Il pleure dans mon cœur
Comme il pleut sur la ville;
Quelle est cette langueur
Qui pénètre mon cœur?
5 Ô bruit doux de la pluie
Par terre et sur les toits!
Pour un cœur qui s'ennuie
Ô le chant de la pluie!
Il pleure sans raison
10 Dans ce cœur qui s'éccœure.
Quoi! nulle trahison?...
Ce deuil est sans raison.
C'est bien la pire peine
De ne savoir pourquoi
15 Sans amour et sans haine
Mon cœur a tant de peine!
[da Romances sans paroles, 1874] [Traduzione di Giuseppe Cirigliano]
I primi due versi di questa breve ma suggestiva lirica pongono in
corrispondenza un elemento naturale (la pioggia) con uno stato d'animo
di malinconia profonda ("piange...") del poeta. Tale struggente
malinconia crea una sorta di indefinibile vuoto, che invade
violentemente ("penetra") il profondo dell'essere ("cuore"). L'unica,
dolce consolazione a questa inquietudine si rivela proprio il lieve
rumore della pioggia che distrae per un breve istante dall'angoscia del
vivere. Eppure il poeta si arrovella a cercare i motivi di tanta
sofferenza, senza peraltro rintracciarne alcuno. Ed è proprio questo
il dolore più grande: la constatazione dell'assenza di ogni sentimento
(positivo o negativo che sia), che produce una totale indifferenza e,
di conseguenza, quell'indicibile pena.