In morte del fratello Giovanni
di
Ugo Foscolo

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      Un dì, s'io non andrò sempre fuggendo
      Di gente in gente, me vedrai seduto
      Su la tua pietra, o fratel mio, gemendo
      Il fior de' tuoi gentili anni caduto.

5    La madre or sol, suo dì tardo traendo,
      Parla di me col tuo cenere muto:
      Ma io deluse a voi le palme tendo;
      E se da lunge i miei tetti saluto,

      Sento gli avversi Numi, e le secrete
10  Cure che al viver tuo furon tempesta,
      E prego anch'io nel tuo porto quiete.

      Questo di tanta speme oggi mi resta!
      Straniere genti, l'ossa mie rendete
      Allora al petto della madre mesta.

      [dai Sonetti]




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