il nostro addio


Il nostro addio
di
Speranza Iovine


      Dalla finestra
      entra violenta la luna stasera
      d’una cornice di quadro d’autore
      t’avvolge
5    ti guardo trasfigurato
      in ombra il volto
      calmo dentro un’aureola di mistero
      posi come uno sciamano
      e un sortilegio mi avvinghia
10   mi fa cadere le funi
      squaglia il respiro
      sulle corde di un’arpa cammino.
      Non parlo, non parli
      è sera d’amore mai questa,
15   che io sento un sipario strapparsi
      e vedo che l’anima posso toccarti.
      La lingua si inchioda al palato
      si serrano le labbra
      come un’ostrica,
20   stillano gocce dalle mie mani
      davanti a te
      come una schiava di fronte
      all’imperatore
      io corro il binario di passione.
25   Ricordi?
      Come un corallo
      mi staccasti da un mare
      di iniquità
      di facezie
30   di malesseri che fluivano
      in rigagnoli pel mio capo
      da una lussureggiante vanità.
      Ricordi?
      Quando mi facevo
35   un gomignolo di lana
      per nutrirmi di calore,
      o quando la pioggia
      ci sorprendeva,le mani giunte
      e lavava
40   i nostri capelli
      sporchi di vita
      rendeva di vetro le strade
      e ci univa in
      quei riflessi allungati.
45   La luna tentò invano
      di tempestarci i fluidi corporei
      ma si spense quando
      proiettò come un faro
      il nostro addio.
50   Stai, sto qui
      questa penombra si fa solida
      e mi modella,
      mi fissa nella felicità
      di esserti vicina
55   come quella statua
      grande di Cleopatra
      e mentre progetto
      di stringerti
      in una dedizione totale
60   assorta
      sento tra i capelli
      un vento stellare
      e che sotto le unghie
      un po’ di polvere cosmica
65   rimane.

[lirica inedita]


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