I ragazzi che si amano
di
Jacques Prévert

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      I ragazzi che si amano si baciano
      In piedi contro le porte della notte
      I passanti che passano li segnano a dito
      Ma i ragazzi che si amano
5    Non ci sono per nessuno
      E se qualcosa trema nella notte
      Non sono loro ma la loro ombra
      Per far rabbia ai passanti
      Per far rabbia disprezzo invidia riso
10  I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
      Sono altrove lontano più lontano della notte
      Più in alto del giorno
      Nella luce accecante del loro primo amore.

      [da Poesie, Guanda, 1979]
      [Traduzione di G. Raboni e M. Cucchi]



"La poesia esalta l'aspetto totalizzante dell'amore presso i giovani innamorati: niente e nessuno esiste più attorno a loro, poiché essi non appartengono più a questo mondo, ma ad un altro, che vive nell'accecante calore del loro sentimento" [S. Nicola / G. Castellano / I. Geroni]. Ciascuno può dunque ritrovare in questa delicata lirica d'amore echi ed immagini della propria adolescenza.
Il componimento si regge sulla contrapposizione - espressa senza enfasi ma con gioiosa partecipazione - fra "i ragazzi che si amano", estraniati dal mondo e dimentichi di tutto, e "i passanti" avvolti nella loro banale quotidianità.


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