fu comunque


Fu comunque
di
Alessandro Isidium


      Dove le fini lasciarono la loro gemma,
      si rovesciò acqua
      e danzando il riflesso del sole,
      ogni pianta velenosa lasciò le polveri,
5    l'achelot inseguì miraggi, sogni, incubi e chimere
      e sotto il nero di asfalto delle nubi,
      si vide il tremare della terra,
      la sola esistenza della foresta rapì nembi nei sui fumi,
      tutti gli occhi delle foglie
10   dissiparono in uno scrocchiare,
      quello che il giorno prima il silenzio ne lasciò solo le ossa
      e, e, e, una lettera d'amore vicino all'asse della luna soffusa del giorno
      e il calore delle piante d'inverno
      e fu nel deserto dell'onda verde
15   dai ragni ai silenzi in un
      lei senza fine.

[da Tutto l'universo si terrebbe in piedi su un tradimento, la amorte, Lupo Editore]


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