Molti anni fa, quando non eravamo
ancora marito e moglie, in un pomeriggio
di marzo o aprile, lungo le rive di un lago,
un poco scherzando, un poco sul serio, colsi
5 al piede di un abete un breve ramo di edera,
simbolo di fedeltà dei sentimenti,
per ricordo di quella passeggiata tranquilla
ultima di un'età della nostra vita.
Senza turbamento non so guardarla.
10 La luce ha scolorito a poco a poco
le foglie che erano verdi e nere.
Mutamenti impercettibili, sintesi
molto lente, alterazioni invisibili.
Come se non vent'anni ma molti secoli
15 fossero passati. Ora quel ramo somiglia
tante cose che inutile è qui nominare.
Pure, solo così impallidendo, ha vissuto.
Se una volta era degno di sorriso
ora è più somigliante figura d'amore.
La poesia è composta da tre strofe: le prime due di otto versi ciascuna, la terza di tre.
Nella prima strofa il tono è narrativo. Il poeta rievoca un episodio della giovinezza: una tranquilla passeggiata con la ragazza che amava e al dono (serio e scherzoso insieme) di "un breve ramo d'erba" quale promessa d'amore.
La seconda strofa ha un carattere più meditativo. Sono trascorsi vent'anni e il tralcio d'erba, ingiallito e cambiato a poco a poco, diventa il simbolo del trascorrere del tempo e dei cambiamenti, lenti ma continui, che questo provoca nella vita delle persone e nei loro rapporti.
Da questa riflessione scaturisce la densissima terzina finale. Sapendo lentamente trasformarsi, l'edera ha comunque vissuto: e solo trasformandosi, vuol dirci il poeta, l'amore può sopravvivere. Quel piccolo ramo d'edera che era stato donato quasi scherzosamente è ora il simbolo di un amore profondo, forte e duraturo.