giacomo leopardi

Zibaldone

Lo Zibaldone restò a lungo ignoto:
esso difatti venne pubblicato
cent'anni dopo che Leopardi è nato,
a cura del Carducci. In esso, è noto,
Leopardi stese appunti, osservazioni,
pensieri vari su varie questioni:
la bellezza, il dolore, l'illusione,
la poesia, la natura, la ragione...



Lo Zibaldone di pensieri è una raccolta sterminata di riflessioni e appunti sui più svariati argomenti: ricordi personali, osservazioni linguistiche e letterarie, riflessioni filosofiche e morali, confessioni personali, considerazioni sulla natura umana, ecc.
      Il titolo fu dato dal Leopardi stesso quando, nel luglio 1827, si accinse a comporre un indice analitico degli appunti fino allora raccolti in una serie di quaderni.
      L'intero manoscritto consta complessivamente di 4526 pagine ed abbraccia una arco di tempo che va dal luglio-agosto 1817 al 4 dicembre 1832.
      La prima edizione di quest'opera preziosissima, anche se col titolo diverso di "Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura", apparve soltanto nel 1898, a cura di Giosue Carducci.

pp.     1-72    73-122    123-245    -


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